Processo ENEL: valanga di parti civili

centrale ENEL di Cerano

BRINDISI  –   91 richieste di costituzione di parte civile nell’udienza che segna l’inizio del processo sulla dispersione delle polveri Enel nei campi a ridosso del nastro trasportatore della centrale di Cerano

Uno stuolo di toghe nere affolla l’Aula ‘Metrangolo’ del Tribunale di Brindisi: ci sono le parti offese, gli agricoltori, le istituzioni, gli ambientalisti.

Assenti, invece, gli imputati: i 13 Dirigenti ENEL e i 2 rappresentanti di ditte esterne.

A difendere la loro posizione, una schiera di Avvocati provenienti da tutta Italia, che adesso dovrà analizzare la documentazione prodotta dalla folta controparte: in primis, i legali del Comune e della Provincia di Brindisi e a seguire i Comuni di S.Pietro Vernotico, Torchiarolo e Trepuzzi, del WWF, di ‘Italia Nostra’, ‘Legambiente’, ‘Greenpeace’, ‘No al Carbone’, ‘Medicina Democratica’, ‘Federutenti’, e di un lungo elenco di proprietari e contadini, privati dei loro terreni.

In alcuni casi, soggetti già indicati come parte lesa nel decreto di rinvio a giudizio del PM Giuseppe De Nozza, che ha avviato l’inchiesta. Non si costituisce parte civile, invece, il Ministero per l’Ambiente, pur risultando anch’esso parte offesa.

Nel primo pomeriggio, il Giudice Monocratico Francesco Cacucci ha dunque preso atto delle richieste presentate in Aula e ha rinviato l’udienza al prossimo 7 gennaio, per la discussione delle costituzioni di parte civile. Si conclude così, la prima tappa del processo ENEL, caratterizzata dalla lunga attesa degli ambientalisti ‘No al carbone’ che hanno manifestato pacificamente all’esterno del Tribunale.