Conflitto d’interessi in Ateneo? Il caso finisce in Regione

Palazzo Regione Puglia

LECCEIl ‘Magnifico’ conflitto d’interessi tra il Laforgia Rettore e il Laforgia imprenditore c’è o non c’è? È questa la domanda di base dell’Udc regionale stana l’‘Arti’, l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione,ovvero l’ente che ha erogato i compensi per le prestazioni della ‘Laforgia, Bruni and partners’, lo studio di consulenza fondato dal Rettore Domenico Laforgia, e amministrato dal figlio Maurizio Laforgia.

Con l’interrogazione firmata dal Capogruppo regionale Scudocrociato Salvatore Negro finisce così in Regione, il caso delle consulenze che sta alimentando le polemiche interne all’Ateneo sul conflitto ipotizzato tra il Laforgia Rettore e il Laforgia imprenditore: il Rettore che firma autorizzazioni di consulenze per i brevetti dell’Università del Salento, l’imprenditore che è socio – fino al giugno di quest’anno – dello studio a cui venivano commissionati i lavori.

Ma sono gli inventori a designare i consulenti – è il cuore dell’autodifesa del Rettore – consulenti a loro volta selezionati dall’‘Arti’ che li inserisce in un albo regionale. L’interrogazione di Negro parte da qui, ma non si ferma qui: il Capogruppo Udc chiede se è vero che è l’‘Arti’ a selezionare il consulente e, se sì, in che modo. Chiede quanti soldi  l’‘Arti’ ha finora erogato allo studio ‘Laforgia, Bruni and partners’ e quanti di quei soldi siano arrivati con l’intermediazione dell’Università del Salento.

Ma Negro chiede anche quanti siano gli esperti per i servizi assicurati (tra gli altri) dallo studio ‘Laforgia’, quanti dei brevetti per i quali l’‘Arti’ ha pagato siano stati poi effettivamente registrati e infine quanti fondi la Regione abbia erogato all’Ateneo salentino e di quei fondi chi abbia beneficiato, cioè quali dipartimenti, quali enti, quali aziende spin-off dell’Università.

Insomma, un’interrogazione a 360° gradi con la quale l’Udc chiede di chiarire nei dettagli l’iter dei contributi ‘Arti’, ma anche come siano stati impiegati tutti i fondi regionali destinati all’Università.

Un’interrogazione che arriva nel giorno nel quale altre due picconate arrivano dai sindacati al vertice dell’Università salentina. La prima picconata arriva dalle rappresentanze sindacali dell’Università del Salento, che tornano a chiedere le dimissioni del Rettore alla luce dell’impietosa critica ufficializzata nell’ultimo Senato accademico dal Direttore del Dipartimento di Studi giuridici, Raffaele De Giorgi: “Solo con le dimissioni di Laforgia – scrivono i sindacati – con un atto di responsabilità, si potrà ricostruire dalle macerie il futuro dell’Ateneo. Diversamente il rischio è che l’Istituzione affondi assieme alle vicende personali del Rettore”.

La seconda picconata arriva infine dalla Cisl, la sigla finora meno aggressiva nei confronti del vertice dell’Università, che però ora mette nel mirino il nuovo Direttore amministrativo, la sostituta di Miccolis, Claudia De Giorgi. È iscritta nell’albo degli Avvocati ed è quindi incompatibile con il ruolo di Direttore – la tesi della Cisl che su questo ha chiesto un pronunciamento urgente al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.