Accorpamento, Oria “libera tutti”

sindaco di Oria Pomarico

BRINDISI – Con Oria che delibera la sua ‘preferenza’ a Lecce, senza se e senza me, si aprono le gabbie. Perché la retromarcia dell’Amministrazione comunale presieduta dal Sindaco Cosimo Pomarico, pronta nel Consiglio odierno ad affossare definitivamente una precedente delibera a favore della fantomatica ‘Provincia con 2 capoluoghi’, sblocca l’empasse creato dal ‘principio della continuità territoriale’ che di fatto costringeva alcuni Comuni, tra tutti Ceglie Messapica e Francavilla, ad essere risucchiati, loro malgrado, nella eventuale, ma tutt’altro che certa, Provincia jonica.

Lo stesso Sindaco Pomarico ammette che “non essendoci più i presupposti per il mantenimento dello status di capoluogo a Brindisi e data la richiesta di chiarezza da parte del Ministero, scegliamo la provincia di Lecce nel rispetto della volontà dei nostri cittadini”.

Eppure, il Sindaco precisa come la sua preferenza personale resti la ‘Macroprovincia Lecce-Brindisi- Taranto’ “che darebbe  – secondo il primo cittadino – giusta dignità all’intero Salento”.

Un’ipotesi che, con la fuga in massa dei Comuni brindisini, potrebbe addirittura essere una via obbligata. Ma se ne riparlerà  fattivamente nel prossimo futuro. Ormai certa, infatti, la retromarcia del Governo sul fronte dei tagli. Il CdM in un decreto legge stabilirà che non saranno più commissariate da giugno 2013, ma dal 1 gennaio 2014, con la patata bollente che ricadrà nelle mani dell’esecutivo post Monti.

Saranno dati 6 mesi in più e non vi sarà nessun Commissario. A guidare la fase di transizione i Presidenti uscenti. Questo vuol dire che tutte le Province (da 80 a 50) andranno, di fatto, al voto nei mesi successivi. Le elezioni si terranno però con il nuovo sistema, vale a dire con i Consiglieri eletti non più direttamente dai cittadini bensì dai consigli comunali di zona. Futuro probabile, questo, ma non certo. Il 6 novembre, infatti, la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sulla natura degli enti.

Commenti

  1. nicola oliva scrive:

    semplicemente ridicoli