Usura a Monteroni, i 2 arrestati respingono le accuse

tribunale penale di Lecce

LECCEHanno respinto tutte le accuse Domenico Giancane, 63 anni, di Monteroni, titolare della ‘Edil Giancane’, che si trova sulla Lecce-S.Cesario e della società ‘Maga’ con sede a Monteroni, ed il suo fido collaboratore, il ragionier Giovanni Paolo Guido, 43enne anche lui di Monteroni.

Il primo finito in carcere, il secondo agli arresti domiciliari. Si è tenuto nelle scorse ore l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Ines Casciaro che aveva firmato le 2 ordinanze di custodia cautelare, su richiesta del Sostituto procuratore Alessio Coccioli.

Nessuna usura nei confronti dell’unica presunta vittima che ha trovato il coraggio per confermare tutto ai carabinieri, solo rapporti commerciali. Una cosa che i due indagati avrebbero cercato di dimostrare carte alla mano, con assegni e fatture.

I loro legali, Massimo Bellini e Andrea Sambati, hanno già presentato istanza di scarcerazione per Guido e a breve presenteranno istanza di attenuazione della misura cautelare per Giancane.

Ma sarebbero più di 50 le vittime, del presunto grosso giro di usura che vedrebbe coinvolti anche il Consigliere comunale Fabio Frassanito e l’ex Imprenditore Gianfranco Pati, secondo le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Lecce.

Il 14 settembre scorso i militari, durante le perquisizioni  trovarono 430 assegni e cambiali, per un valore di oltre 2 milioni e 200.000 euro. Su quegli assegni c’erano le firme delle presunte vittime. E da allora Giancane avrebbe non solo cercato di inquinare in ogni modo le prove a suo carico, ma anche minacciato i suoi ‘clienti’, perchè non collaborassero, nè confermassero nulla alle forze dell’ordine.

Proprio le esigenze cautelari hanno spinto gli investigatori a stringere le manette attorno ai polsi dei due indagati. Gli accertamenti proseguono serrati e il numero delle persone coinvolte è destinato a crescere.