Inchiesta su Omfesa, De Leo: “Motta, ascolti anche me”

de leo

TREPUZZI (LE) – “Li sordi te la Cometa”, come dice un operaio durante il Consiglio comunale aperto di Trepuzzi sul ‘caso  Omfesa’, sono il perno delle indagini che la Guardia di Finanza di Lecce ha compiuto e sta compiendo su incarico del Procuratore capo Cataldo Motta nei riguardi della gestione di Ennio De Leo.

De Leo che ora chiede al magistrato di essere ascoltato per spiegare le sue ragioni su quei fondi che – De Leo lo ammette tranquillamente – non sono stati effettivamente versati: ma era una circostanza di cui ho informato debitamente sia i Sindacati che la Prefettura – dice De Leo.

E lo confermano anche i sindacalisti di Omfesa, che in effetti quella circostanza dei mancati versamenti hanno messo nero su bianco nell’esposto con il quale hanno chiesto alla Procura di fare piena luce sui bilanci dell’azienda di Trepuzzi. “Nel sottolineare che non abbiamo nulla da nascondere e che abbiamo fiducia negli inquirenti – dice De Leo – stiamo collaborando totalmente a che si faccia luce su quanto esposto dai lavoratori, essendo i nostri bilanci e le nostre scritture contabili assolutamente limpide, tanto che possono essere lette da tutti”.

De Leo già 3 settimane fa, durante l’‘Open’ dedicato alla vicenda Omfesa, aveva chiesto a Motta di essere ascoltato.

Ma dato che appelli di questo tipo non si fanno né a mezzo stampa, né a mezzo video, l’Amministratore di Omfesa ha ufficializzato questa sua richiesta: De Leo ha depositato un’apposita istanza nella mattinata di mercoledì in Procura. E ci tiene a sottolineare che è vero che Omfesa non ha versato i contributi nel Fondo Cometa, che assicura una sorta di liquidazione agli operai, ma aggiunge che da Omfesa sono andati via (in pensione o in mobilità) 100 operai negli ultimi 9 anni e tutti hanno avuto liquidazione, compresi i soldi del Fondo Cometa.

“Alla fine dei conti, nessuno ha mai perso un centesimo”, assicura De Leo.

Ora, naturalmente toccherà alle indagini di Finanza e all’inchiesta della Procura stabilire se il metodo adottato è conforme alle norme.

“Intanto, sui conti correnti degli operai sono finalmente arrivati una buona parte degli arretrati, il 60% circa delle spettanze: un altro 25% arriverà nelle prossime ore – assicura De Leo – il restante 15% tra lunedì e martedì.

Nel frattempo, l’azienda di Trepuzzi ha ricevuto fisicamente la delibera del prestito concesso da Mps che completa il quadro di documenti del pool creditizio e, quindi, nulla osterà – conclude il manager – all’erogazione del prestito da parte di tutti gli istituti”.

Commenti

  1. osvaldo scrive:

    Non risponde a verita’quello che dice DE LEO ,il fondo COMETA e nato come pensione integrativa per i lavoratori e non come salvadanaio per l’azienda .I lavoratori che sono andati in pensione per poter avere i loro soldi hanno fatto i decreti ingiuntivi sia per il TFR SIA PER COMETA.per avere i soldi da COMETA ,bisognava fare un modulo di riscatto per sollevare ilfondo COMETA da ogni responsabilita’perche in mancanza di periodi contributivi il fondo non erogava i soldi che erano versati,quindi i lavoratori che hanno chiesto il riscatto sono stati danneggiati perche’non hanno avuto una pensione integrativa perche’isoldi versati erano insufficienti,gli altri li aveva DELEO senza nessuna autorizazione.Il PROCURATORE capo DOTT. CATALDO MOTTA farebbe bene a chiamare qualche lavoratore in pensione per ulteriori chiarimenti.

  2. luigino scrive:

    sono daccordo