Ilva, tensione alle stelle e magistrati sotto scorta

ilva taranto

TARANTO – Sale la tensione in città per i possibili provvedimenti giudiziari nei confronti dell’Ilva di Taranto. Si sarebbe ormai conclusa, l’inchiesta della Procura della Repubblica che vede cinque persone dei vertici societari e aziendali indagati per il reato di disastro ambientale colposo e doloso. E sarebbero  stati  anche già  depositati gli atti in cancelleria da parte del Giudice per le indagini preliminari, Patrizia Todisco che si è, appunto, occupata del caso Ilva insieme al pool della Procura guidato dal Procuratore capo Francesco Sebastio. Le forze dell’ordine, intanto, hanno intensificato  i controlli  intorno a palazzo di giustizia, nei confronti  del giudice e dei magistrati che seguono il caso, muniti di scorta.

Diverse fonti, infatti, accreditano l’imminenza del sequestro degli impianti. Nel mirino dei giudici sarebbero  le aree del siderurgico che, in base alle indagini e alle perizie, provocano il maggior inquinamento con riflessi diretti sulle condizioni di salute dei lavoratori siderurgici e dei cittadini di Taranto. I settori in questione sono l’area a caldo dell’Ilva, dove ci sono le cokerie, la linea di agglomerazione e i parchi minerali dove arrivano e vengono stoccati ingenti quantitativi di materie prime poi impiegate nel ciclo di fusione e produzione dell’acciaio. Resta  confermato l’incontro del 26 luglio a Roma: fra Clini, i rappresentanti dei Ministeri dello sviluppo economico, della coesione territoriale e dell’economia insieme ala delegazione istituzionale e politica della Puglia e di Taranto.

Ci si muove anche per l’applicazione della legge regionale approvata martedì scorso all’unanimità, la quale introduce una stretta sulle emissioni inquinanti dei poli industriali di Taranto e Brindisi con la novità della ‘Valutazione del danno sanitario’ con posibilità, per le autorità pubbliche, di fermare gli impianti non in regola. Rimangono, intanto, in forte allarme i lavoratori dell’Ilva di Taranto, preoccupati per i riflessi occupazionali che il sequestro degli impianti potrebbe causare. Nelle prossime ore, in relazione all’evolversi della vicenda giudiziaria, ci potrebbero essere assemblee dei lavoratori ma anche manifestazioni di protesta a Taranto. L’Ilva di Taranto del gruppo Riva, è la più grande acciaieria europea con un’occupazione diretta di 11.571 persone ed una produzione di acciaio (dati 2011) di 8,4 milioni di tonnellate annue.