Non si placa lo scontro politico attorno alla società in house “Terra d’Otranto Spa” e al futuro della gestione dei rifiuti nell’ARO LE7. Dopo il recente comunicato firmato dai 22 sindaci dell’ambito, arriva la dura replica delle opposizioni, che contestano il tono e i contenuti della nota dei primi cittadini, accusati di “vittimismo” e scarsa trasparenza dopo i rilievi mossi dalla Corte dei Conti.
Secondo le minoranze, la magistratura contabile avrebbe definito la società una “scatola vuota”, evidenziando perdite negli ultimi tre anni pur in assenza di attività operative e costi di gestione “non giustificati da un reale beneficio per la comunità”. Le opposizioni respingono ogni accusa di “bagarre mediatica”, sostenendo di aver semplicemente esercitato il proprio ruolo di controllo attraverso documenti ufficiali e atti pubblici.
Nel mirino anche l’ultimo piano industriale approvato dall’assemblea ARO: le minoranze denunciano di non aver potuto visionare il documento ufficialmente e contestano le modalità di trasmissione ai sindaci, che sarebbe avvenuta via WhatsApp poche ore prima del voto. Dubbi vengono sollevati anche sull’assenza di un cronoprogramma dettagliato per l’avvio effettivo del servizio.
Le opposizioni chiedono ora la convocazione del presidente del Cda di Terra d’Otranto per chiarire la situazione economica e gestionale della società, annunciando che continueranno a vigilare “per evitare ulteriori aggravi fiscali e la nascita dell’ennesimo carrozzone politico”.