BRINDISI – Le organizzazioni sindacali Cisal, Fismic Confsal e Ugl lanciano un allarme sul futuro industriale di Brindisi con un titolo volutamente provocatorio: “Cercasi bozza dell’accordo di programma per l’area di crisi industriale di Brindisi”. Una scelta comunicativa che punta a evidenziare lo stallo del percorso di decarbonizzazione e l’assenza di una strategia chiara per il rilancio produttivo del territorio.
In una nota congiunta, i rappresentanti Massimo Pagliara, Davide Sciurti e Damiano Flores parlano di “profonda preoccupazione” per una crisi che coinvolge chimica, farmaceutica, energia e l’intero indotto, con chiusure e dismissioni che mettono a rischio la tenuta sociale ed economica dell’area.
I sindacati denunciano il blocco dell’area di crisi complessa e l’assenza di una convocazione al Ministero sul tavolo della decarbonizzazione, nonostante gli impegni assunti nell’incontro in Prefettura del 23 settembre 2025. In quella sede erano stati annunciati 61 progetti di investimento per oltre duemila posti di lavoro, interventi che – sottolineano le sigle – “non hanno ancora trovato attuazione”, così come l’accordo di programma atteso entro marzo 2026.
Da qui l’appello alle istituzioni a riattivare il confronto e a dare concretezza agli impegni assunti, per evitare che la transizione energetica si trasformi in una nuova emergenza sociale per il territorio.