Sistemi di videosorveglianza ad alta tecnologia, l’istituzione di zone rosse urbane per monitorare la criminalita tra i giovanissimi e il rafforzamento dei presidi sociali di legalità. Sono alcune delle misure al vaglio per arginare l’emergenza criminalità in Puglia. Le ipotesi sono state al centro del comitato congiunto per l’ordine e la sicurezza pubblica che nella prefettura del capoluogo salentino ha riunito i vertici istituzionali e delle forze dell’ordine delle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Un tavolo presieduto dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi, che ha raggiunto la Puglia, su questo fronte visibilmente sotto pressione.
Il dossier più scottante ha riguardo la violenza giovanile. Dall’omicidio di Taranto al caso baby gang a Lecce.
Il tavolo tecnico ha confermato poi la pericolosità della quarta mafia. Sotto la lente le bande dedite agli assalti ai portavalori e il ruolo strategico di Brindisi, definita una vera e propria porta d’ingresso per il narcotraffico transnazionale. Per contrastare queste organizzazioni, che godono di appoggi oltre Adriatico, si punta ad investimenti per i sistemi di videosorveglianza.
Il ministro, inoltre, ha voluto dare risposte concrete ai sindaci. Tra queste, la garanzia del nuovo Commissariato di San Pietro Vernotico. Il turnover nelle forze di polizia sarà garantito al cento per cento – ha poi annunciato – con l’abbassamento dell’età media degli agenti e ventimila nuove unità entro la fine della legislatura.