Cinque fermi per l’omicidio di Sako Bakary, il 35enne di origine maliana ucciso all’alba di sabato scorso in Piazza Fontana a Taranto. Gli uomini della Squadra Mobile ha identificato i presunti responsabili attraverso l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona. Si tratta di un gruppo composto da quattro minorenni, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, e un maggiorenne di 19 anni.
Tutti i fermati sono residenti a Taranto e risultano incensurati. L’accusa contestata è di omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 35enne è stato colpito tre volte (una al torace e due all’addome) con un cacciavite o un oggetto acuminato, non ancora rinvenuto. Un’aggressione avvenuta in pieno centro, al termine della quale il gruppo si sarebbe allontanato immediatamente.
Sako Bakari è stato trovato a terra accanto al suo zaino, che conteneva solo effetti personali. L’uomo era uscito per recarsi al lavoro come bracciante nelle campagne di Massafra. La sua routine prevedeva lo spostamento in bicicletta fino alla stazione e poi l’utilizzo dell’autobus. La sosta in Piazza Fontana rientrava nel tragitto abituale prima dell’inizio del turno lavorativo.
Bakari viveva a Taranto dal 2022, dove aveva raggiunto il fratello dopo un periodo trascorso a Torino. A gennaio era tornato in Mali per far visita alla famiglia. L’uomo lascia due mogli, entrambe in stato di gravidanza. Souleymane, il fratello della vittima, ha chiesto formalmente giustizia durante le prime fasi delle indagini, sottolineando l’assenza di legami della vittima con contesti criminali.
Le indagini sono coordinate dal pm Paola Francesca Ranieri. I cinque giovani sono stati condotti in Questura subito dopo il fermo per essere ascoltati. Resta da chiarire la dinamica esatta del diverbio che ha preceduto l’omicidio.