“Considerati i capi di imputazione e l’importanza del danno anche di immagine che potrebbe patire il Comune di Lecce, è necessario che l’Ente si costituisca parte civile”. Così si legge nelle delibera approvata con sette voti favorevoli, (due gli astenuti, Guido e Capoccia e un assente, Scorrano) nella seduta di giunta a Palazzo Carafa lo scorso 8 maggio e con cui il Comune di Lecce ha deciso di costituirsi parte civile nell’ eventuale procedimento giudiziario che vede coinvolto l’ex assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci, insieme ad altri 29 imputati nell’ambito dell’inchiesta su presunti favori e sostegno elettorale in cambio di agevolazioni per investimenti imprenditoriali. L’inchiesta della Procura di Lecce, coordinata dai pubblici ministeri Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci e condotta dalla Guardia di Finanza, ipotizza un presunto sistema di relazioni tra politica, imprenditoria e interessi economici che avrebbe operato tra il 2018 e il 2021. Secondo l’accusa, alcuni imprenditori avrebbero ottenuto attenzioni e facilitazioni amministrative per investimenti nel settore turistico-ricettivo in cambio di consenso politico e sostegno elettorale. Le contestazioni mosse agli indagati, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, corruzione, truffa e reati fiscali. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Delli Noci e per altri 29 imputati, oltre a tre società coinvolte nell’indagine. L’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Lecce Tea Verderosa è stata fissata per il 10 luglio 2026. L’incarico legale per rappresentare Palazzo Carafa nel procedimento è stato conferito all’avvocato Francesca Conte.