Ricomporre la frattura tra socialismo e cristianesimo, superando i conflitti ideologici per ritrovare una convergenza etica fondata sulla dignità dell’uomo. È questa l’eredità intellettuale e politica di Leonardo La Puma, accademico rigoroso e amministratore intransigente. Il suo lascito culturale è stato al centro del sesto convegno di studi organizzato dal centro studi che porta il suo nome, ospitato nella Sala del Trono del Palazzo Ducale, a Presicce-Acquarica. Un incontro che ha affrontato i temi a lui più cari. Dalla cittadinanza economica all’umanesimo cristiano, ripercorrendo la lunga stagione all’Università di Lecce di quello che è stato definito un “socialista irregolare”. Da docente di scuola primaria a professore ordinario di Storia delle Dottrine Politiche, La Puma ha indagato i pensatori francesi e i democratici del Risorgimento, costruendo ponti tra il mondo accademico e la militanza.
L’orizzonte di La Puma era europeo, forte dei legami internazionali della “Scuola di Lecce”, ma l’attenzione restava ancorata ai bisogni della società. Un percorso intellettuale complesso e affascinante, in equilibrio costante tra l’utopia riformista di Pierre Leroux e la tensione spirituale di Charles Péguy.
Quella profonda etica della responsabilità ha trovato la sua massima espressione nell’impegno civico. Da sindaco di Presicce ha lottato contro le ecomafie, valorizzando la ricchezza storica dei frantoi ipogei. Una visione che lo ha spinto a battersi in prima linea per il riconoscimento e l’autonomia della sua terra.
Ripartire dalle comunità, unendo le energie migliori. Il convegno consegna alla politica di oggi la lezione di un uomo che ha saputo fare della coerenza il proprio faro. Un patrimonio che esige di essere raccolto e portato avanti, sopratutto dai più giovani, a lui tanto cari.