COPERTINO – Vita e speranza. Per aprirsi ad orizzonti luminosi: dal sangue del cordone ombelicale raccolto al momento del parto si ricavano infatti cellule staminali per il trapianto nella cura di malattie del sangue genetiche e contro il cancro. L’argomento è stato al centro di un incontro organizzato all’Istituto Bachelet di Copertino. E quale occasione migliore per fare il punto della situazione a poche ore dalla festa della mamma. Il loro altruismo genera nuova vita. La donazione è gratuita e anonima, senza alcun rischio per la madre e il neonato. Il titolo del convegno è emblematico: “Il cordone che genera vita e speranza”, due parole chiave che ci proiettano verso un futuro migliore, capace di offrire maggiori rassicurazioni a quanti soffrono di malattie del sangue e oncologiche.
La ricerca si sta allargando sempre più, si pensi al Parkinson e ad altre malattie degenerative. Le nuove frontiere delle cellule staminali, tuttavia, devono fare i conti con le risorse disponibili: sono poche e rischiano di incidere significativamente sui risultati raggiunti. Emblematico il caso di San Giovanni Rotondo, dove dal 2008 la Banca regionale del sangue cordonale opera in una rete con 15 punti nascita in tutta la Puglia, ma negli ultimi anni – hanno denunciato i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia – l’attività è calata perché il personale è sovraccaricato di altri compiti”.
A destare forti preoccupazioni è il progetto di riorganizzazione promosso dal Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti, che punta a ridurre il numero delle banche cordonali attive in Italia, privilegiando quelle più performanti. Da qui la richiesta di FdI di un’audizione in Commissione Sanità per potenziare un presidio sanitario considerato strategico scongiurando il rischio di una chiusura.