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Palaia: “Perché allarmarsi? Questo è il campionato del Lecce”

LECCE – All’Università degli Studi di Lecce, nel ciclo dei Seminari a cura del Dott. Giuseppe Palaia, nell’ambito del Corso di Laurea in Diritto e Management dello Sport, è stato ospite Mirko Vucinic, ex attaccante di Lecce, Juventus e Roma e oggi C.T. del Montenegro.

Nel corso della sua esperienza in giallorosso ha avuto un rapporto speciale proprio con il Dott. Giuseppe Palaia.

“Mirko è un leccese di adozione, è diventato anche verace. Nel corso di questo incontro all’Università lui ci porterà l’esperienza maturata come calciatore e adesso anche come commissario tecnico del Montenegro”. 

Oggi farebbe molto comodo al Lecce.

Uno come Vucinic non farebbe solo comodo a Lecce, ma farebbe comodo anche a tutte le squadre perché lui aveva una classe cristallina molto intelligente con buone qualità fisiche”.

Che atleta è stato Mirko? 

Come tutti i fuoriclasse un pochino estroverso per usare un eufemismo, ma fondamentalmente un bravissimo ragazzo, un uomo buono nel vero senso della parola”. 

Lei come medico e responsabile sanitario deve gestire spesso prima l’uomo, il ragazzo e dopo il calciatore.

“Io ho sempre privilegiato prima il rapporto empatico e dopo quello professionale. Guai se non ci fosse l’empatia o non ci fosse il contatto umano. Prima quello, il resto viene dopo”.

Una partita non viene preparata solo dall’allenatore, ma pure dal medico e dal suo staff.

“Io sono intervenuto nel momento in cui c’erano delle competenze che mi riguardavano e proprio a proposito di Mirko lui è rimasto molto legato a me. Tant’è che quando stavo nella Juve Antonio Conte me lo mandò una settimana per un recupero che poi andò anche a buon fine. Questo dimostra che il contatto umano va oltre l’appartenenza ad una squadra invece che ad un’altra”.

Dottore, si vuole sbilanciare in un pronostico per questo finale di campionato?

“Io penso e spero che il Lecce si salverà anche perché erano inutili gli allarmismi che ci sono stati fino a qualche giorno fa. Non erano giustificabili in quanto, l’ho già detto altre volte, il Lecce sta facendo il suo campionato. Il Lecce in A deve salvarsi e in B deve gareggiare per ritornare in A. Quindi sta rispettando le premesse in maniera molto positiva”.

Quanto le manca il campo, il terreno di gioco, l’ambiente, il clima, la tifoseria? 

Mi manca. Io sono dell’avviso che quando qualcosa non c’è più non bisogna più ricordarla. Io la ricordo in determinati momenti, soprattutto per quelle che sono state le esperienze sicuramente positive. Per il resto continuo a fare la mia vita, sono un grandissimo tifoso del Lecce. Di più quest’anno perché c’è Eusebio Di Francesco e Massimo Neri con i quali ho sempre stabilito un ottimo rapporto umano e quindi questo mi basta”.

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