CronacaLecce

Furto nel cimitero di Seclì: l’ANPS Lecce condanna l’oltraggio alla memoria del vice ispettore

Hanno forzato la serratura, sono entrati nel cimitero di Seclì e hanno frugato nella memoria di un uomo che ha servito lo Stato fino all’ultimo. Hanno portato via i simboli di una vita in divisa. La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi da Fabiola Blaco, vedova di Antonio Mario Musardo, già vice ispettore del Ruolo d’Onore della Polizia di Stato e socio onorario dell’ANPS. Un uomo che per il suo servizio ha pagato un prezzo altissimo, portando i segni di una grave invalidità contratta sul campo.

Dalla tomba sono spariti tre riconoscimenti importanti: la medaglia d’oro al merito di servizio, quella di bronzo per l’anzianità e la medaglia commemorativa per i soccorsi durante il terremoto dell’Irpinia. Insieme a queste, un distintivo della polizia stradale e un portachiavi istituzionale. Oggetti che per i ladri hanno un valore venale pressoché nullo, ma che per la famiglia rappresentano l’onore e il sacrificio di una vita intera.

Sulla vicenda è intervenuta la sezione di Lecce dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato. Il presidente – il sostituto commissario Salvatore Carrozzo – ha parlato di un atto sacrilego e criminale che offende non solo i cari di Musardo – la moglie e i figli Massimo, Andrea e Alessandra – ma tutta la polizia di stato. L’ANPS ha espresso massima fiducia negli investigatori per recuperare la refurtiva e consegnare i responsabili alla giustizia.

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