BARI – A tre anni esatti dall’entrata in vigore della legge sul fermo pesca dei ricci di mare, è il mondo scientifico a portare la fotografia attuale rispetto al passato: i ricci stanno lentamente crescendo, soprattutto nella dimensione. Su questo si è concentrata la commissione Ambiente del Consiglio regionale, su richiesta del proponente della legge, il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro. La legge, arrivata dopo tre anni a fine corsa, necessita di una riflessione sul se e come e prorogarla e migliorarla mantenendo due obiettivi essenziali – ha spiegato Pagliaro –: la tutela del riccio in via di estinzione e da cui dipende molto dell’ecosistema marino e quella dei pescatori subacquei con licenza. E dunque: il dipartimento di scienze e tecnologie biologiche e ambientali di Unisalento, con Arpa Puglia, ha eseguito nel 2025 monitoraggi in 6 punti prelievo lungo 300 km di costa del Salento. I risultati sono stati incoraggianti: due anni prima i ricci stavano scomparendo avendo registrato una densità di 0,2 individui per metro quadro lungo l’intera costa regionale. E solo il 6% superava la taglia commercializzabile dei 5 cm di diametro. Ora, invece, si è visto un cambiamento significativo nella struttura della popolazione: i ricci osservati risultano mediamente più grandi, segno che hanno avuto il tempo necessario per crescere grazie alla sospensione della pesca. Un elemento, quello della dimensione, importante perché i ricci più grandi costituiscono la componente riproduttiva più importante della popolazione, essendo i principali produttori di uova e gameti necessari alla ricostituzione dello stock naturale. Tant’è che sulla proposta delle associazioni che rappresentano i pescatori, di aprire finestre di pesca durante l’anno, Unisalento blinda i periodi in cui il riccio si riproduce proprio per non vanificare il lavoro sin qui fatto. Anche Arpa Puglia ha chiesto una proroga di tre anni alla legge per continuare l’importante processo di tutela ambientale. Le criticità emerse e sulle quali anche in passato si è chiesto al governo regionale un correttivo – ha ricordato Pagliaro – riguardano, invece, i ristori ai pescatori professionisti ma anche le sanzioni a chi viola la legge. Il generale Armando Franza, del reparto aeronavale della Guardia di Finanza ha fatto sapere che sono state sequestrate 3 tonnellate di ricci ed è risultata Foggia la provincia dove si sono elevate il maggior numero di sanzioni. Mentre il contrammiraglio Donato De Carolis comandante della direzione marittima di Puglia e Basilicata ha sollecitato il tracciamento dei pescatori e del prodotto pescato. L’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli ha garantito che lavorerà in tempi rapidi al nuovo ddl che metta insieme tutte le esigenze. Soddisfatto il capogruppo di FdI Paolo Pagliaro che, oltre a ribadire l’inasprimento delle sanzioni per la pesca di frodo, ha rimarcato la necessità che questa volta, come sollecitato in questi anni, arrivino prontamente i ristori per i pescatori professionisti muniti di licenza e che vengano anche coinvolti nei monitoraggi e nei progetti di ripopolamento.