C’è chi considera il giornalismo un mestiere. E poi c’è chi, come Elio Donno, lo vive come una missione civile, un impegno quotidiano fondato su rigore, etica e senso profondo della responsabilità.
A Lecce, nella prestigiosa cornice di Palazzo dei Celestini, il decano del giornalismo leccese ha ricevuto un importante riconoscimento nazionale, proprio nella città che ha sempre rappresentato il cuore della sua storia professionale e umana. Un omaggio sentito e simbolico, arrivato in occasione della presentazione del nuovo Codice deontologico, davanti ai vertici dell’Ordine dei Giornalisti e a numerosi colleghi che hanno voluto rendere tributo a una figura diventata punto di riferimento ben oltre i confini del Salento.
Perché raccontare Elio Donno significa raccontare una certa idea di giornalismo: quella che mette al centro la verità dei fatti, il rispetto delle persone e il valore del servizio pubblico. Una professione che “non va mai in pensione”. Una passione che resiste al tempo, alle trasformazioni tecnologiche e ai cambiamenti della comunicazione, continuando a vivere nella curiosità, nell’onestà intellettuale e nella ricerca costante della correttezza.
Iscritto all’Ordine di Puglia dal 1959, Donno ha attraversato tutte le stagioni del giornalismo italiano. Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti dal 1998 al 2017, Elio Donno ha curato per quattordici anni, fino al 2025, il Massimario dell’Ordine, prezioso strumento di sintesi delle decisioni disciplinari e delle questioni legate alla tenuta dell’Albo. Per vent’anni consigliere e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, è stato anche componente del Collegio Nazionale della Federazione Nazionale Stampa Italiana e vicepresidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana.
Non a caso in questa cerimonia di Palazzo dei Celestini non c’era solo il riconoscimento per una carriera straordinaria, ma anche la gratitudine verso un uomo che ha saputo interpretare il mestiere del giornalista come presidio democratico e testimonianza di libertà.
E forse è proprio questa la lezione più importante di Elio Donno: il giornalismo cambia strumenti, linguaggi e tecnologie, ma resta una delle professioni più belle del mondo quando continua a essere guidato dall’etica, dalla passione e dal rispetto della verità.
