PORTO CESAREO – «Vola, attacca, azzannala! Mi chiedi scusa? Questo è il karma. Muori dissanguata». Sono le frasi choc estrapolate dal video che immortala le fasi concitate dell’aggressione subita a Porto Cesareo da una dodicenne lo scorso 27 aprile.
A sciogliere i guinzagli di due cani di grossa taglia, un rottweiler e un pastore del Caucaso – come si evince dalle stesse immagini – sono due sorelle del posto, di 15 e 17 anni. Entrambe sono attualmente indagate per lesioni personali aggravate dai futili motivi e dalla minorata difesa della vittima, ma la loro posizione potrebbe aggravarsi.
Secondo quanto emerso sino ad ora, le due sorelle avrebbero teso un vero e proprio agguato punitivo alla vittima. Prima tra le tre ragazze si sarebbe consumata un’accesa lite, poi le due sorelle sarebbero andate a prendere i cani, aizzandoli contro la 12enne. Lo avrebbero fatto alla presenza di altri coetanei: alcuni immobili, altri intenti a riprendere tutto. Provvidenziale l’intervento di due passanti: gli unici ad aver bloccato l’aggressione.
I morsi subiti hanno causato alla vittima profonde ferite alla gamba sinistra, rendendone necessario il trasporto d’urgenza in ospedale e un successivo intervento chirurgico.
La procuratrice per i minorenni Simona Filoni, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo, ha già disposto il sequestro dei cellulari delle ragazze coinvolte e disposto l’ascolto dei testimoni. Al vaglio anche le telecamere di videosorveglianza della zona.
Martedì prossimo sarà conferito l’incarico per l’incidente probatorio sui telefonini. Saranno analizzate chat, chiamate e qualunque elemento utile a comprendere il rapporto tra le due sorelle e la vittima e risalire all’eventuale movente della spedizione. I cani coinvolti nell’episodio, ai quali se ne aggiunge un terzo sempre di proprietà delle indagate, sono stati allontanati dalla famiglia e assegnati ad una associazione cinofila.
A condurre le indagini i carabinieri della locale stazione. Ad assistere la vittima l’avvocato Rocco Rizzello. Le prime frasi estrapolate dal video sono riconducibili ad una perizia che ha affidato all’ingegnera Luigina Quarta.Le due indagate sono difese dall’avvocato Francesco Cazzato.