BRINDISI – Sarà un giudice a dirimere la lunga disputa sulla movida nel centro storico di Brindisi, approdata nelle aule del tribunale dopo mesi di tensioni e sollecitazioni rimaste senza esito. I residenti, affiancati dal comitato “Civilmente in Centro”, hanno citato in giudizio il Comune chiedendo un risarcimento complessivo superiore al milione di euro per i disagi accumulati negli anni.
La svolta è arrivata dopo il mancato riscontro alla diffida inviata l’11 aprile tramite l’associazione “Dalla Parte del Consumatore”. In quell’atto, firmato da 51 cittadini, si denunciavano immissioni acustiche ritenute insostenibili, problemi di sicurezza e un degrado urbano attribuito alla movida. La richiesta era chiara: oltre 20mila euro a testa più una quota destinata al comitato, salvo interventi immediati dell’amministrazione.
Nei giorni successivi i residenti avevano tentato anche una mediazione, proponendo limitazioni al traffico serale, controlli più serrati e misure per contenere l’impatto dei locali. Ma nessun provvedimento concreto è arrivato. Così, trascorse più di due settimane senza risposte, la decisione di rivolgersi al tribunale è diventata inevitabile.
Secondo i promotori dell’azione legale, il Comune avrebbe omesso per anni un adeguato controllo su un fenomeno noto e segnalato più volte, incidendo su salute, riposo e valore degli immobili. Ora la magistratura dovrà stabilire eventuali responsabilità e chiarire se l’inerzia amministrativa possa tradursi in un obbligo di risarcimento. Una decisione che potrebbe fare da precedente per altre città alle prese con gli effetti della movida.
