Si aggravano le condizioni del tifoso rimasto ferito negli scontri avvenuti domenica a Squinzano: l’uomo, 45 anni, è ricoverato in rianimazione nel reparto di neurochirurgia del Dea dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le ferite al cranio, provocate da ripetuti colpi inferti con un cacciavite, rendono il quadro clinico particolarmente critico e costantemente monitorato dai medici.
Gli episodi di violenza sarebbero scoppiati, all’esterno dello stadio, prima del fischio d’inizio della partita del campionato di Promozione girone B tra la squadra di casa e il Leverano. Il bilancio complessivo è di quattro feriti.
Le conseguenze più gravi, oltre al 45enne ora in terapia intensiva, hanno riguardato un 23enne di Squinzano e un 39enne di Leverano, entrambi rimasti mutilati di alcune dita delle mani a causa dell’esplosione di bombe carta durante i tafferugli. I due sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi, dove sono stati operati. E poi ancora, un 35enne tifoso del Leverano ha riportato lesioni lievi alla schiena dopo essere stato colpito con un cacciavite.
Le indagini, affidate ai Carabinieri della compagnia di Campi Salentina e del comando provinciale di Lecce, sono in corso: gli investigatori stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e individuare i responsabili.
Ferma la condanna delle società sportive coinvolte. Lo Squinzano Calcio 1913, in una nota ufficiale, ha espresso profondo rammarico per quanto accaduto, mentre il Leverano Football ha manifestato sgomento e indignazione, sottolineando che la violenza non rappresenta né le comunità né i valori dello sport. “Il calcio deve restare un momento di aggregazione, passione e rispetto – si legge nella nota dello Squinzano Calcio – ogni episodio che si discosta da questi principi è una sconfitta per tutto il movimento sportivo”.
