CronacaEvidenzaLecceVideo

“Cadorna? Un idiota”: il processo per diffamazione diventa “storico”

LECCE – Per scindere una pura descrizione dalla diffamazione, bisogna andare indietro nel tempo. Soprattutto se ad essere diffamato, secondo l’accusa, è il generale Luigi Cadorna. Ed è così che un processo per diffamazione si trasforma in un processo di revisione storica, chiamando in causa studiosi del calibro di Alessandro Barbero.

È quanto accaduto, insolitamente, nell’aula 6 del tribunale di viale De Pietro a Lecce dove nelle scorse ore si è tenuta una nuova udienza nell’ambito del processo per diffamazione a carico della sindaca di Specchia Anna Laura Remigi.

Andiamo con ordine. Per scelta politica nel 2022 a Specchia la strada intitolata a Cadorna è stata intitolata a Gino Strada. Dopo un post pubblicato su fb con parole poco lusinghiere sul maresciallo d’italia, figura emblematica del primo conflitto mondiale, la prima cittadina (autrice del post) è finita al banco degli imputati, difesa dagli avvocati Paolo Spalluto e Luigi Pastore. A denunciaria il nipote del generale, il colonnello in congedo Carlo Cadorna, assistito a sua volta dall’avvocato Andrea Tirondola.

Nel post sotto accusa la sindaca di Specchia definiva il generale un “povero idiota”, “sanguinario”, “pazzo furioso”, “macellaio”, “ominicchio di guerra”, accostandolo a figure come il mostro di Firenze e Jack lo squartatore. L’obiettivo dell’amministrazione nel cambio di intitolazione della strada – spiegò Remigi nel 2022 – era quello di sostituire ad un’immagine “di guerra” quella di “un uomo di pace”. Le dure parole accostate nel post alla figura del generale, però, hanno fatto infuriare il nipote, tanto da trascinare la sindaca in tribunale.

Per alcune affermazioni, ritenute meno gravi, è stata già disposta l’archiviazione. Per le altre il processo va avanti. E tra i teste della difesa nelle scorse ore è comparso davanti al giudice Andrea Giannone il noto studioso, storico e scrittore Alessandro Barbero, chiamato a fare chiarezza sulle evidenze storiche associabili al personaggio, sulla base degli studi condotti dal professore e confluiti in diversi scritti.

Un’udienza che si è trasformata inevitabilmente in un viaggio a bordo della macchina del tempo, alla ricerca del discrimine tra realtà accertate e documentate e mere illazioni. Un passaggio che ha reso l’udienza un unicum, senza precedenti a Lecce. Un processo postumo, sebbene ancora oggi in un clima di guerra mondiale.

Articoli correlati

Il Lecce a Reggio Emilia: contro il Sassuolo invasione giallorossa per difendere la Serie A

Tonio De Giorgi

Schianto sulla Lecce-Melendugno: abbatte un muro e fugge ferito tra le campagne

Redazione

Galatone, 46enne gambizzato dopo una lite: indagano i carabinieri

Redazione

Stalking e minacce all’ex compagna: condannato 51enne del basso Salento

Paolo Franza

Baby gang, la procuratrice Filoni: “aumento esponenziale di crimini giovanili”

Erica Fiore

Decaro: “devo aumentare le tasse”. Ecco come cambia l’Irpef

Redazione