ARADEO – Mattinata di protesta in via Elsa Morante dove la ripresa dei lavori per l’installazione di una antenna 5G ha innescato la rivolta dei residenti e portato il sindaco a firmare un’ordinanza urgente per motivi di sicurezza e ordine pubblico.
Gli operai incaricati dalla società Inwit si sono presentati di buon’ora con camion e mezzi meccanici per riavviare gli scavi finalizzati all’installazione dell’infrastruttura, lavori già sospesi lo scorso settembre con un precedente provvedimento del primo cittadino, Giovanni Mauro. Sul posto, però, erano già presenti alcuni residenti e in pochi minuti la notizia ha richiamato decine di cittadini.
Alla mobilitazione hanno partecipato famglie, anziani e bambini, determinati a impedire l’avvio del cantiere e a rivendicare il diritto alla tutela della salute. La protesta si è subito intensificata: striscioni e cartelli contro l’antenna, clacson e segnali acustici di dissenso. Un pulmino scolastico è stato simbolicamente posizionato nei pressi dell’ingresso dell’area interessata dai lavori.
Sul posto sono intervenuti anche il sindaco e diversi amministratori comunali. I toni si sono fatti sempre più accesi tra manifestanti e responsabili del cantiere, fino a rendere necessario un intervento per evitare il degenerare della situazione. Su segnalazione della polizia locale, il sindaco Mauro ha quindi emanato un’ordinanza contingibile e urgente “per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana”, determinando di fatto un nuovo stop ai lavori.
Nei mesi scorsi, lo stesso sindaco aveva interessato la Prefettura chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto tra amministrazione, cittadini e società proponente.
«Non c’è alcun divieto generalizzato al 5G – ha chiarito il primo cittadino -. Altri operatori hanno condiviso con il Comune le installazioni su siti comunali lontani dalle abitazioni, garantendo comunque un’efficace copertura del servizio. Non si comprende perché ciò non possa avvenire anche in questo caso».
Il nodo resta infatti la localizzazione dell’impianto: l’antenna, prevista su un terreno privato a ridosso delle abitazioni, è al centro delle contestazioni nonostante il Comune abbia indicato un sito alternativo pubblico, distante poche centinaia di metri e ritenuto tecnicamente idoneo alla copertura del segnale.
La proposta progettuale aveva già suscitato forti reazioni tra i residenti, sfociate nella nascita del comitato “No antenne in via Morante”, sostenuto anche da associazioni nazionali come ISDE (Medici per l’Ambiente), Associazione Italiana Elettrosensibili e realtà impegnate nella lotta all’elettrosmog.
«Qui vivono bambini, anziani e persone fragili – spiegano dal comitato -. Sarebbe auspicabile un confronto con il Comune per individuare soluzioni condivise, senza imporre scelte calate dall’alto».
Dalla sua, l’amministrazione ribadisce la disponibilità al dialogo: «Il Comune di Aradeo è aperto a un’intesa bonaria con Inwit – conclude Mauro -. Abbiamo proposto un sito alternativo che garantisce copertura e maggiore distanza dalle abitazioni. Ci auguriamo che, alla luce di quanto accaduto oggi, prevalga la volontà di tutte le parti di avviare un tavolo conciliativo».



