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Banca sangue cordonale, l’allarme di FdI: “Rischio chiusura, serve potenziamento”

“Potenziare la Banca regionale del sangue cordonale di San Giovanni Rotondo per non rischiare di perderla”. è l’allarme lanciato ai vertici della sanità pugliese con una richiesta di audizione in Commissione Sanità, da parte del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, presieduto dal consigliere Paolo Pagliaro, per evitare il rischio concreto di perdere un presidio ritenuto strategico per la cura di numerose patologie.
“Dal sangue del cordone ombelicale raccolto al momento del parto si ricavano cellule staminali per il trapianto nella cura di malattie del sangue genetiche e contro il cancro. A San Giovanni Rotondo dal 2008 la Banca regionale del sangue cordonale opera in una rete con 15 punti nascita in tutta la Puglia, ma negli ultimi anni l’attività è calata perché il personale è sovraccaricato di altri compiti”.
La rete regionale coinvolge infatti 15 ospedali pugliesi, con personale formato che segue le coppie donatrici, effettuare i colloqui di idoneità e raccogliere il sangue dal cordone ombelicale. Il prelievo viene eseguito da personale ostetrico qualificato, dopo che il cordone viene reciso, senza alcun rischio per la madre e il neonato. Ma proprio la carenza di risorse dedicate sta incidendo sui risultati.
Negli anni, il personale coinvolto nel progetto di raccolta e bancaggio del sangue cordonale è stato progressivamente assorbito da altre attività cliniche e di laboratorio, riducendo il tempo da destinare alla Banca. Una situazione che ha determinato un calo della raccolta e che potrebbe avere conseguenze pesanti.
Sul piano nazionale, infatti, è in corso un progetto di riorganizzazione promosso dal Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti, che punta a ridurre il numero delle banche cordonali attive in Italia, privilegiando quelle più performanti. Dalle attuali 18 strutture si potrebbe passare a sole 6, due al nord, due al centro, due al sud, con il rischio concreto di chiusure o riconversioni.
“C’è il rischio di perdere questa Banca regionale, ecco perché abbiamo chiesto un’audizione in Commissione Sanità. Vogliamo trovare soluzioni per potenziare questo presidio prezioso, speranza di cura per tante malattie. È un’iniziativa da portare avanti con grande impegno”.
Alla richiesta di audizione dovrebbero partecipare, oltre ai vertici regionali della sanità, anche il presidente nazionale di ADISCO, l’oncologo Giuseppe Garrisi, e il direttore medico della Banca del sangue cordonale di San Giovanni Rotondo, Michele Santodirocco, per un confronto diretto con l’assessore alla salute Pentassuglia, il direttore del dipartimento salute Montanaro, i direttori generale e sanitario di Casa Sollievo della Sofferenza, Gumirato e De Vincentis, al fine di individuaresoluzioni concrete per rilanciare una struttura considerata strategica, non solo per la sanità pugliese ma per l’intero sistema dei trapianti, e garantire così continuità a un servizio che rappresenta, per molti pazienti, una concreta speranza di cura.

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