NARDÒ – Il Nardò si prepara all’ultima gara della regular season, un passaggio cruciale per il club granata: domenica 3 maggio ospiterà il Barletta, già vincitore del girone H.
La squadra di mister Fabio De Sanzo, protagonista di un’ottima stagione, vuole chiudere al meglio l’annata centrando un piazzamento in zona playoff. I granata sono infatti appaiati al Gravina a quota 52 punti, rispettivamente al quinto e sesto posto.
In caso di arrivo a pari punti al termine dell’ultima giornata, sarebbe il Nardò ad accedere ai playoff, forte degli scontri diretti favorevoli contro i gialloblù.
A poche giornate dalla sfida decisiva contro i biancorossi, mister De Sanzo ha concesso un’intervista ai nostri microfoni.
Mister Fabio De Sanzo ha fatto il punto sul percorso della sua squadra e sull’ultima sfida stagionale, soffermandosi anche sul lavoro svolto negli ultimi due anni a Nardò e sul rapporto costruito con gruppo e ambiente.
Parlando del suo percorso complessivo sulla panchina granata, l’allenatore ha sottolineato la crescita della squadra e il legame con la città: “Il gruppo lo scorso anno ha fatto molto bene, quest’anno è stato ancora più particolare, perché ho trovato ragazzi disponibili su tutto. Abbiamo creato un’alchimia importante, sia con loro che con la tifoseria e con la gente che ci è sempre più vicina. C’è tanto affetto e tanto calore: due anni vissuti così significano che la gente ha apprezzato il mio lavoro. Quasi due anni completi, quasi 100 punti con il Nardò: è un bel traguardo. Speriamo di coronare questo finale di campionato con l’accesso ai playoff. Non sarà facile, ma ce la metteremo tutta”.
Sul prossimo impegno contro il Barletta, già vincitore del girone, De Sanzo ha evidenziato il valore della partita e l’atmosfera attesa: “Loro festeggeranno sicuramente, ma so che non regaleranno nulla, ci mancherebbe altro. Sarà una bella partita, con una grande cornice di pubblico, tutta da vedere soprattutto per chi verrà ad assistere”.
Un passaggio anche su Simone D’Anna, capitano della squadra e punto di riferimento dello spogliatoio: “È il nostro capitano, da due anni segna sempre e si allena sempre in prima linea. È uno di quei capitani veri, trascinatori dentro e fuori dal campo, il classico giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere. Ma non è l’unico: ci sono state diverse sorprese, e non parlo solo di calciatori ma di uomini. Sono pienamente contento e soddisfatto del lavoro fatto e degli uomini che ho allenato”.
Infine, un pensiero molto sentito su Ndiaga Sall, giovane talento classe 2009 costretto a fermarsi dopo un grave infortunio al ginocchio rimediato con la Rappresentativa Serie D: “È un ragazzo non speciale, di più. Dal primo giorno mi ha detto: ‘mister voglio giocare solo a calcio, farei di tutto per giocare a calcio’. E non credo che tanti ragazzi italiani farebbero quello che ha fatto lui. Adesso manca come il pane, manca il suo sorriso: in campo è fantastico. Giocare a 16 anni in quel modo poteva dare ancora più lustro a tutta la piazza e all’Italia intera. Vederlo così felice nonostante tutto era una gioia per gli occhi. Mi dispiace per questo infortunio e mi auguro si riprenda il prima possibile, perché merita altri palcoscenici e altre categorie”.
