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Multe & Favori, il comandante Zacheo ricostruisce genesi e pressioni

LECCE – Tutto è partito dalle multe di un ex assessore del Comune di Lecce: risultavano pagate sì, ma con
bollettini che si sono rivelati fittizi. “Ho chiesto di accertare se fosse un caso isolato.
Da qui è emerso invece il sistema”.  È uno dei passaggi cruciali della testimonianza resa in aula bunker dal comandante della Polizia Locale Donato Zacheo, nella nuova udienza nell’ambito del processo su multe stralciate e pass ztl assegnati illegittimamente in cambio di sostegno elettorale.

Interrogato dal pubblico ministero Alessandro Prontera, titolare del fascicolo di inchiesta, dinnanzi
alla Corte presieduta dalla Giudice Bianca Todaro, il comandante Zacheo ha ricostruito passo dopo
passo la genesi della scoperta del presunto sistema illecito che ha portato al banco degli imputati 43
persone, chiamate a rispondere a vario titolo delle accuse di associazione a delinquere, corruzione
per atti contrari ai doveri d’ufficio, soppressione, distruzione e/o occultamento di atti pubblici e
accesso abusivo a sistemi informatici.

Le posizioni principali riguardano: Luca Pasqualini, all’epoca dei fatti assessore al traffico, mobilità
e alla polizia locale di Lecce; Antonio Finamore, consigliere comunale; la convivente di
quest’ultimo, Luisa Fracasso, nelle vesti di sovrintendente in servizio presso l’ufficio verbali della
polizia locale, la collega dell’ufficio Ricorsi Loredana Valletta, l’addetto all’ufficio Verbali Carlo
Corvino; Piervitale Frassanito, maresciallo in servizio all’ufficio Verbali della polizia provinciale. A
tutti è contestato il reato di associazione a delinquere.

Secondo l’impianto accusatorio, l’allora assessore Luca Pasqualini sarebbe stato capo e promotore
degli illeciti, arrivando a far rimuovere nel settembre del 2015, una commissaria divenuta
“scomoda”, Luigianna Vizzi che da responsabile dell’Ufficio verbali scoprì e denunciò le condotte
illecite al comandante Donato Zacheo.
Ed è proprio sulle pressioni politiche dell’assessore che si è concentrato il Comandante nel corso
della deposizione: “Pasqualini era insistente, quando ho disposto il trasferimento temporaneo dall’ufficio di due persone sulle quali erano immediatamente ricaduti i sospetti, mi ha detto che per equità avrei dovuto
farlo anche con la commissaria Vizzi. Non capivo il perché, non avevo alcuna ragione per farlo,
considerato che proprio lei aveva scoperto e denunciato tutto” ha detto Zacheo.
Accuse dalle quali l’ex assessore potrà difendersi nel corso del dibattimento.

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