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Hub intermodale al Foro Boario, il Comitato al Comune di Lecce: “Progetto da rivedere”

Alla vigilia del confronto istituzionale in Commissione Controllo, il Comitato Foro Boario torna a pungolare l’amministrazione comunale sull’iter e sulle scelte urbanistiche adottate per il progetto del nuovo hub intermodale all’ex Foro Boario.
Nel mirino, in particolare, la cosiddetta “Gara 690”. Per il comitato, il contratto per la progettazione, firmato il 5 novembre scorso, nascerebbe su un’impostazione originaria legata ai parcheggi interrati. Da qui il sospetto che si stia tentando di adattare un progetto nuovo a un quadro contrattuale già definito, con passaggi ritenuti poco chiari anche alla luce di una seduta di gara svolta mentre gli atti risultavano ancora in pubblicazione.
Nei giorni scorsi Palazzo Carafa ha promosso un incontro ai Teatini per raccogliere idee sulla valorizzazione del patrimonio urbano. “Una scelta condivisibile – fanno sapere dal Comitato – ma lo stesso metodo partecipativo dovrebbe valere anche per un’opera così impattante”.
Il riferimento è anche alle dichiarazioni del sindaco Poli Bortone, che in occasione dell’inaugurazione di un’area verde attrezzata ha esaltato modelli urbani basati su qualità degli spazi, verde e sostenibilità. Un approccio che, secondo il Comitato, dovrebbe essere applicato anche al Foro Boario, area sensibile dal punto di vista paesaggistico e a ridosso del Monastero degli Olivetani.
Altro nodo riguarda la mobilità. Il progressivo alleggerimento del traffico nel centro cittadino, confermato anche dalla recente riorganizzazione di viale XXV Luglio, rischierebbe – secondo i residenti – di riversare nuovi flussi proprio sul Foro Boario. “Non si può liberare il centro scaricando il traffico in un’area già urbanizzata e delicata”, dicono.
I numeri citati sono significativi: oltre 40mila auto ogni mattina entrano in città dall’esterno. Da qui la proposta di intercettare i flussi prima dell’ingresso urbano, spostando l’hub più a nord e ripensando l’intero sistema di accesso.
Non una contrarietà alla riqualificazione in sé, dunque, ma alla localizzazione e all’impostazione dell’opera. Intanto, in vista del confronto in Commissione che avverrà nelle prossime ore, continua la raccolta firme del Comitato.

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