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Omicidio di Eros Rossi, ancora molte cose da chiarire

BRINDISI – La scoperta del corpo di Eros Rossi, 41 anni, nella villetta di Torre Canne ha aperto un’indagine complessa. L’uomo è stato trovato senza vita con numerose ferite, un quadro che ha subito richiesto accertamenti tecnici per chiarire dinamica e responsabilità. Nella chiesa del cimitero di Brindisi, si sono svolti i funerali: familiari e amici si sono stretti attorno alla moglie e alla figlia di sei anni. Rossi, cresciuto dagli zii materni, aveva avuto in passato problemi con la giustizia, ma secondo chi lo frequentava stava cercando di lasciarsi alle spalle quei trascorsi.

I familiari, tramite una dichiarazione, hanno espresso fiducia nelle indagini e respinto le prime voci circolate sulla vittima, invitando ad attendere l’esito degli accertamenti. Intanto l’indagato, Teodoro Cavaliere, in carcere dopo la confessione, sostiene di aver agito per difendersi durante un alterco. La procura, con la pm Sofia Putignani, ha disposto tre accertamenti irripetibili affidati al medico legale Biagio Solarino; i risultati arriveranno entro sessanta giorni. I congiunti di Rossi hanno nominato un proprio consulente, il medico legale Antonio Carusi.

Dalle prime valutazioni emergerebbero elementi che non coinciderebbero con la versione dell’indagato, come sarebbe stato rilevato anche dal gip Simone Orazio nella sua ordinanza. Restano da chiarire la dinamica, la capacità di reazione della vittima e soprattutto il movente, ancora non definito. Le indagini dei carabinieri e della procura proseguono.

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