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Lecce, Di Francesco: “Bicchiere mezzo pieno, volevamo vincerla”

LECCE – Il Lecce pareggia a porte inviolate al “Bentegodi’. Un risultato che consente alla squadra allenata da Eusebio Di Francesco di portarsi a più uno dalla zona retrocessione e dalla Cremonese. “Sinceramente trovo il bicchiere mezzo pieno perché volevamo vincerla, anche se nel secondo tempo abbiamo alzato un po’ il ritmo -ha dichiarato Di Francesco nel post match-, siamo stati più qualitativi nel palleggio, abbiamo messo il Verona un po’ più alle corde rispetto al primo tempo dove loro erano bravi ad allungarci e noi quando ci sgraniamo diventiamo una squadra fragile. Siamo stati bravissimi dietro a reggere in tante situazioni di ripartenza del Verona e noi meno efficaci rispetto al solito in quello che abbiamo proposto. Nel secondo tempo la squadra è cresciuta, abbiamo cercato di mettere a posto due o tre situazioni -spiega-, abbiamo ricercato un gioco diverso rispetto al primo tempo dove eravamo un po’ frenetici e per lo meno eravamo anche prevedibili in quello che proponevamo. Nel secondo tempo la squadra è cresciuta anche grazie alla crescita di certi giocatori perché tutte le squadre, dalle grandi alle piccole, se andiamo a guardare, hanno bisogno di giocatori sugli esterni, come giochiamo noi, che sappiano creare subito la superiorità numerica, che sappiano dribblare, che sappiano venire dentro a creare quelle situazioni che possono favorire le occasioni da gol e noi nel secondo tempo siamo cresciuti, siamo andati molto vicini al gol rispetto al primo tempo dove siamo stati più opachi”.

Al 95′ Di Francesco ha buttato nella mischia  Francesco Camarda al rientro dopo l’infortunio alla spalla. L’ex Milan ha sfiorato anche il gol. “Speriamo che possiamo sfruttare la sua spregiudicatezza -ha spiegato il tecnico del Lecce-, lui arriva dopo quattro mesi che è stato a casa, è più pulito degli altri da questo punto di vista. L’ho visto molto bene in allenamento, in crescita, nonostante si sia allenato con noi solo quattro giorni, non mi aspettavo che fosse così pronto, invece mi ha mostrato di esserci anche se l’ho buttato dentro nel finale perché era una partita che veramente era in bilico, avevamo sì il pallino del gioco in mano, ma eravamo poco incisivi dentro l’area di rigore avversaria. Abbiamo sperato che lui potesse essere quello che poteva determinare, di trovarsi al posto giusto, nel momento giusto”.

Adesso, restano solo quattro gare alla fine del campionato, con una salvezza ancora tutta da conquistare: “Bisogna raggiungere la salvezza, attraverso, non lo so, quello che serve -conclude-, io cerco di mettere i miei giocatori nelle condizioni migliori per poterla raggiungere”.

 

 

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