BARI – Le indiscrezioni, diventano conferme: in Puglia aumenterà l’addizionale Irpef. Per molti, forse non per tutti, ma aumenterà. La conferma a quanto più volte abbiamo anticipato arriva dallo stesso presidente della Regione Antonio Decaro al termine dell’incontro con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil: “Stiamo cercando di evitare di utilizzare al massimo la leva fiscale – ha detto -. Stiamo facendo dei tagli che serviranno a tenere più bassa la manovra e a non toccare lo scaglione più basso in particolare”.
Il riferimento è al primo scaglione Irpef, che comprende redditi sino ai 15mila euro. Il secondo, invece, va dai 15mila ai 28mila euro ed è quello più popoloso (circa la metà dei contribuenti), poi il terzo comprende redditi da 28mila a 50mila e, infine, il quarto (il meno popoloso, circa 90mila persone) per redditi oltre i 50mila euro.
E dunque: come anticipato qualche giorno fa, ora si stanno racimolando tutte le risorse possibili, nei limiti, ha detto Decaro, di un bilancio risicato e già in corsa perché approvato lo scorso anno e con risorse già impegnate. Si taglieranno i costi della politica (non è chiaro quali ancora però) si recupereranno avanzi di amministrazione e il resto saranno tasse. Il 30 aprile a Roma, dunque, la Regione si presenterà con le risorse insufficienti e come prevede la legge scatterà il commissariamento ad acta, ovvero lo stesso Decaro sarà investito da poteri commissariali che prevedono il decreto di aumento delle addizionali Irpef. Come aumentarle, lo si deciderà entro il 31 maggio, quando Decaro dovrà tornare con l’atto monocratico già approvato e le aliquote stabilite. Da luglio, presumibilmente, partirà il prelievo sui contribuenti.
Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro con i sindacati, quando la situazione sarà definita, ma il punto per Cgil Cisl e Uil resta fermo: “No all’aumento Irpef, si ai tagli ai costi della politica e alle consulenze”.
