La direttrice della farmacia ospedaliera del Vito Fazzi e il dirigente dell’area gestione del patrimonio della Asl di Lecce rischiano il processo per non aver adottato atti che per ragioni di sanità avrebbero dovuto adottare senza ritardo perchè riguardavano la somministrazione di dispositivi salvavita.
Il sostituto procuratore Patrizia Ciccarese ne ha chiesto il rinvio a giudizio contestando il reato di rifiuto di atti d’ufficio e alla direttrice della farmacia anche quello di interruzione di un servizio pubblico.
Alla farmacista, Letizia Fulceri, di Lecce, si contesta un ingiustificato inadempimento per non aver rispettato gli obblighi legati ad un contratto di fornitura di dispositivi salvavita sottoscritto dalla Asl con la Perhospital srl, impresa esercente servizi di pubblica utilità.
Sei i presunti inadempimenti individuati dalla Procura: non avrebbe provveduto all’approvvigionamento di kit interventistici da radiofrequenza, di prodotti medicinali e di altri presidi, la cui fornitura era stata richiesta dai dirigenti dei reparti. In questa maniera avrebbe turbato il buon andamento e il regolare svolgimento delle attività in alcuni reparti fra cui Neuroradiologia, Anestesia e rianimazione.
Al dirigente dell’area gestione del patrimonio della Asl, Silvio Schito di Racale, si contesta di non avere sottoscritto il contratto con la Perhospital srl, aggiudicataria delle forniture, ed avrebbe omesso il controllo sui livelli di prestazione di qualità e di prezzi, non avrebbe verificato il corretto svolgimento delle procedure, e non avrebbe segnalato eventuali disfunzioni.
Oltre alla società Perhospital sono state individuate come parti offese anche la Asl e la Regione Puglia che potrebbero costituirsi parte civile.
L’udienza preliminare, davanti al gup Tea Verderosa, è fissata per il prossimo 22 maggio. In quell’occasione gli indagati potranno difendersi dalle accuse.
