LECCE – Un proiettile in testa, la disperata corsa in ospedale in codice rosso, poi il decesso. Poco dopo le tre e mezzo di domenica notte un ragazzo di 17 anni, studente di origini bulgare residente a Lecce, è morto così: con un colpo di pistola calibro 7.65 alla tempia che in pochi minuti non gli ha lasciato scampo. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un gesto volontario. Le indagini proseguono a tutto campo e non si esclude alcuna pista.
Il ragazzo non era solo in casa in quel momento. Nella palazzina in via Quinto Mario Corrado, una traversa di viale della Repubblica, la vittima si trovava insieme al fratello maggiore, un suo amico e un uomo, un 80enne, ex compagno della madre venuta a mancare. La pistola era detenuta legalmente dall’anziano.
Due dei soggetti che al momento della tragedia erano in casa sono stati sottoposti al test dello stub, accertamento tecnico scientifico utilizzato per rilevare la presenza di residui di sparo su mani e vestiti. L’obiettivo è comprendere se si sia trattato di suicidio o, viceversa, se il 17enne sia stato ucciso. Non si esclude anche una terza ipotesi: che il colpo possa essere partito mentre il giovane maneggiava l’arma, custodita in un armadio della camera da letto.
L’allarme è stato lanciato immediatamente con una chiamata al 118.
L’appartamento è stato posto sotto sequestro.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica per i rilievi. Della vicenda è stata informata la Procura presso il Tribunale per i minorenni, che coordina gli accertamenti.
