BARI – Sul nodo dell’aumento dell’addizionale Irpef in Puglia, i sindacati continuano a lamentare un mancato segnale da parte della Regione. Per ora, dal governatore Antonio Decaro non è arrivata la convocazione del tavolo con le parti sociali per affrontare il buco della sanità da 369 milioni di euro. Cosa, invece, espressamente richiesta dalla Cgil Puglia solo qualche giorno fa. Il conto alla rovescia, però, è già partito: tra otto giorni la Regione dovrà presentarsi al confronto con i ministeri della Sanità e dell’Economia con una copertura finanziaria parziale delle perdite e con l’ipotesi di aumento fiscale sul tavolo per coprire ciò che resta.
Intanto la Cgil continua a battere i pugni sul tavolo. Il segretario generale dello Spi, Michele Tassiello, parla di “un torto che gli anziani non meritano”. Secondo il sindacato dei pensionati, proprio gli anziani che da soli sono il 25% della popolazione pugliese, sono quelli che più hanno pagato le inefficienze del sistema sanitario, soprattutto tra liste d’attesa interminabili e prestazioni negate. E aggiunge: “Mettere le mani nelle tasche è una beffa”.
La Uil invita prima di tutto a verificare responsabilità e criteri di gestione. “Prima di andare a impattare sulle tasche dei cittadini – dice il segretario generale Stefano Frontini – si facciano le giuste valutazioni”. E queste, dice, devono passare per una scelta dei direttori sanitari che premi la competenza e non l’appartenenza politica come fin qui avvenuto. Frontini avverte: “Quest’anno, per la prima volta, l’esecutivo nazionale sceglie di detassare gli aumenti contrattuali. Cosa che va nella direzione della contrattazione. Se questo sforzo viene però poi eliso dai livelli territoriali, con l’aumento dell’addizionale regionale, quello sforzo compiuto a livello nazionale diventa un controsenso”.
Anche la Cisl chiede un confronto strutturato. Per il segretario regionale Antonio Castellucci, “un confronto stabilmente strutturato è ciò che risulterebbe necessario, sebbene sia mancato in questi anni per precisa responsabilità della Regione”. Ma il tempo stringe. L’appuntamento romano si avvicina, e con esso anche le scelte da assumere.
