Orgoglio, coraggio e identità. Nella notte del “Capozza”, il Casarano di Vito Di Bari gioca, lotta e incanta a tratti, ma deve arrendersi alla qualità e al cinismo del Crotone, che si impone per 1-2 confermando il proprio valore da alta classifica.
Perché il Casarano gioca, costruisce e tiene il campo con personalità. Sfiora il vantaggio, ma subisce l’episodio che indirizza la gara con il gol di Zunno, reagendo da squadra vera trovando il pari con la giocata individuale di Cajazzo. Poi spinge, ci crede e prova a vincerla, prima di essere punito nel finale da Musso, bravo ad approfittare di uno scivolone difensivo.
E allora restano gli applausi. Restano le sensazioni. Resta la consapevolezza di aver giocato alla pari contro una delle squadre più forti del campionato. Il “Capozza” riconosce tutto questo e accompagna i rossazzurri con un lungo tributo, che vale quasi quanto un risultato positivo.
Una sconfitta che pesa nella classifica, certo: il Casarano scivola all’ottavo posto, superato dal Monopoli, vittorioso nel derby contro il Foggia. Ma che, allo stesso tempo, lascia segnali importanti in vista del momento decisivo della stagione.
Adesso non ci sono più calcoli da rimandare. L’ultimo impegno sul campo del Team Altamura diventa un passaggio obbligato: vincere per continuare a credere, vincere per provare a riportare il primo turno playoff davanti al proprio pubblico.
Servirà anche uno sguardo agli altri campi, è inevitabile. Ma prima di tutto servirà un Casarano come quello visto contro il Crotone.
