AttualitàEvidenzaLecceVideo

Istituto Carpitella, un gruppo di studiosi chiede accesso agli atti: “tradita la sua missione”

MELPIGNANO – Era stato fondato per “studiare, raccogliere e catalogare il patrimonio culturale e artistico del Salento” e invece “è diventato una scatola vuota, i cui obiettivi fondamentali sono stati ignorati e disattesi”.

È con queste parole che un gruppo di autorevoli studiosi e docenti delle università di Roma, Messina, Scuola superiore meridionale di Napoli, Perugia, Bari e Salento ha avanzato un’istanza di accesso agli atti dell’Istituto Diego Carpitella, ente pubblico con sede a Melpignano nonché uno dei quattro soci fondatori della Notte della Taranta.

L’Istituto è nato per svolgere il ruolo di garante e promotore delle attività scientifiche e di ricerca afferenti alla Fondazione. Al netto di “alcuni contributi economici forniti per qualche pubblicazione – spiegano gli studiosi – per il resto ha disatteso tutti gli obiettivi. Lo stesso sito ufficiale ne dà una triste e imbarazzante testimonianza, con l’ultima attività menzionata risalente al 2017”.

La richiesta di accesso agli atti, con l’obiettivo di salvare l’ente, arriva nel giorno dell’undicesimo anniversario della scomparsa di Sergio Torsello, direttore artistico della Notte della Taranta, primo direttore scientifico dell’Istituto Diego Carpitella e co-fondatore del Gruppo di studio “Storia e Memoria del Tarantismo” insieme a due docenti che sono tra i firmatari di questa missiva: i professori Gianni Pizza e Andrea Carlino. Insieme agli altri studiosi fanno parte di un gruppo di ricerca denominato “Archivi del Sud” che sta studiando la gestione e l’accessibilità degli archivi relativi al meridione d’Italia, fondamentali per tramandarne una giusta memoria.

Nel 2024 un’altra lettera, ad oggi senza risposta, era già stata indirizzata alla presidente dell’istituto nonché sindaca di Melpignano Valentina Avantaggiato, con una serie di proposte per riportare l’ente al suo originario obiettivo, dopo le critiche emerse da un articolo scientifico che ne sottolineava la decadenza.

Gli studiosi, però, non si arrendono: adesso chiedono di sapere come vengano gestite le risorse a disposizione dell’ente, quali attività risultino in essere e se esista effettivamente un comitato scientifico. Per questo chiedono di aver accesso a verbali di nomina e delle assemblee consortili e del Cda, l’elenco dei finanziamenti e gli atti di affidamento di incarichi e relativi compensi.

“Non è una manovra politica – tengono a precisare i firmatari – il Comune (che ospita fondazione e concertone) ha diritto ad avere un posto nel cda della fondazione della notte della Taranta. Tuttavia – si legge ancora – non si può scomodare il nome illustre di un fondatore dell’etnomusicologia come Carpitella per teatrini imbarazzanti della politica culturale nostrana. Non è eticamente accettabile”.

 

 

 

 

Articoli correlati

Appuntamento con Piazza Giallorossa, questa sera alle 21:15 su TeleRama

Redazione

Il Lecce fa il pieno contro il Sassuolo. Euforia giallorossa

Tonio De Giorgi

Lecce, Di Francesco: “Le motivazioni devono fare la differenza”

Tonio De Giorgi

LIVE – Stulic e Cheddira regalano una vittoria importantissima al Lecce. Gioia giallorossa

Carmen Tommasi

Stalker bloccato dalla polizia al Brin Park

Andrea Contaldi

Terra d’Otranto, opposizioni all’attacco: “Società opaca e troppe domande senza risposta”

Redazione