BRINDISI – Alle 16:30 si alza il sipario sul Fanuzzi, e non sarà una partita qualunque. È il giorno del derby, è il giorno di Brindisi-Taranto. Novanta minuti che racchiudono una stagione intera.
Da una parte c’è un Brindisi già entrato nella storia. I biancazzurri di Ciullo arrivano all’ultimo appuntamento casalingo con il titolo in tasca, dopo un cammino che ha rasentato la perfezione: 24 vittorie, 10 pareggi e zero spazio al caso. Numeri che raccontano molto, ma non tutto. Perché dietro questo trionfo c’è un gruppo che ha saputo soffrire, resistere, e soprattutto crederci sempre. Un’identità forte, costruita giorno dopo giorno, e un organico plasmato con lucidità dal ds Righi, capace di trasformare ambizione in realtà.
Il Fanuzzi sarà pronto a celebrare, ma guai a pensare a una passerella. Perché dall’altra parte arriva un Taranto affamato, vivo, e ancora in corsa. Gli ionici di Danucci non possono permettersi passi falsi: l’obiettivo play off è lì, alla portata, ma tutt’altro che scontato. La rincorsa al secondo posto, oggi occupato dal Bisceglie, passa anche da qui. Losavio e compagni sanno che il margine è sottile: restare entro i sei punti è l’unico modo per continuare a inseguire il sogno.
E poi c’è il talento, quello che accende le partite e sposta gli equilibri. Riflettori puntati su Juanito Sanchez e Nicola Loiodice, due numeri 10 con il medesimo obiettivo di lasciare il segno. Lo spagnolo, arrivato a gennaio dall’Heraclea, ha cambiato il volto dei biancazzurri, trascinando con giocate e personalità verso un traguardo straordinario. Dall’altra parte Loiodice, dopo mesi complicati a Fasano, ha ritrovato sé stesso sullo Ionio, diventando il faro del Taranto nella fase più delicata della stagione.
È il derby delle emozioni, delle rivincite, delle conferme. Brindisi festeggia, Taranto rincorre. Ma quando il pallone inizierà a rotolare, non conteranno più i percorsi, né la classifica. Conterà solo vincere.
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Tonio De Giorgi
Redattore. A Tele Rama dal 2003. Giornalista Pubblicista dal 2006
