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Via Merine andata e ritorno, montagne russe su sedia a rotelle

In nome del padre, del figlio e dello spirito santo. Ogni giorno il segno della croce, quando esce da casa e quando rientra. Perché il buon Dio protegga il suo percorso a bordo di una carrozzina elettrica lungo via Merine e via Vecchia Merine, asfalti ridotti a gruviera a causa di lavori eseguiti e ripristinati alla meno peggio. E’ il calvario quotidiano di Giuseppe, che mette a repentaglio la propria incolumità tra avvallamenti, buche, auto che sfilano a pochi centimetri dalla sua carrozzina.

Non è la prima volta che Giuseppe chiede aiuto, che chiede di essere ascoltato, di veder presa in carico la sua situazione, difficile, disperata.

Intanto tutto scorre, ogni giorno uguale all’altro. A cambiare, solo la profondità delle buche e l’asfalto che continua a sbriciolarsi

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