Un solo colpo esploso probabilmente da una pistola calibro 9 ha ucciso Stefano Tomeo, il 49enne operaio di Copertino, assassinato sabato sera. Dall’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio emergono particolari che aggiungono ulteriori tasselli per ricostruire quanto accaduto a Copertino. Vittima e assassino erano una di fronte all’altro. Il proiettile ha raggiunto Tomeo fra torace e collo. E’ stato fatale perché ha centrato l’aorta non lasciando scampo alla vittima.
Le indagini, condotte dai carabinieri, si stanno concentrando nella sfera privata della vittima. Lì potrebbe essere maturato il movente. Si scava alla ricerca di rancori e contrasti che potrebbero aver armato la mano dell’assassino.
Al momento non ci sono indagati, ma sospetti sì. Si addensano su un soggetto di Copertino che al momento risulta essere irreperibile. Gli investigatori stanno ricostruendo e incrociando spostamenti, contatti e frequentazioni fra i due. Ma non si esclude neppure un’eventuale rete di complicità che possa aver agevolato la pianificazione dell’azione.
