“Le azioni eroiche non sono episodi isolati del passato, ma la misura del servizio quotidiano allo Stato”. Con queste parole il sindaco di Campi Salentina Alfredo Fina ha aperto la cerimonia di encomio alla Compagnia dei carabinieri. Un riconoscimento che arriva dopo l’intervento degli uomini dell’Arma al violento assalto al portavalori dello scorso 9 febbraio sulla Lecce-Brindisi. Un conflitto a fuoco con kalashnikov ed esplosivi, conclusosi con l’arresto di due dei responsabili grazie a una risposta fulminea dello Stato. La consegna dell’encomio – ha ricordato il sindaco nel suo discorso – vuole celebrare la presenza costante dell’Arma sul territorio, vera e propria “stella polare” nella lotta alla criminalità.
In sala consiliare, tra i familiari e i rappresentanti delle associazioni della polizia di stato e marinai d’Italia, accanto ai colleghi dei diversi reparti del Comando Compagnia c’è anche il brigadiere capo Donato Russo. Rimasto ferito dopo un inseguimento a piedi e una colluttazione con uno dei malviventi sulla SS7ter. “Ho fatto solo il mio dovere” – aveva spiegato nelle ore successive agli arresti dalla stanza di un ospedale. e proprio su questo concetto di “servizio” si è soffermato il prefetto di Lecce Natalino Manno. Ha ricordato come troppo spesso si dia per scontato il sacrificio di chi indossa la divisa, dimenticando le ore sottratte agli affetti e il rischio costante per la propria incolumità. La sicurezza – ha ribadito – è un bene comune che non può essere solo delegato, ma va sostenuto da tutti.
Sulla targa, consegnata al capitano Alessio Fagotto, resta incisa la gratitudine di una comunità intera per “il quotidiano impegno a tutela del territorio e la devozione verso le istituzioni”.
