Si è concluso questa mattina lo sciopero della fame e della sete dell’oncologo Giuseppe Serravezza, iniziato lunedì scorso per richiamare l’attenzione sulle criticità della sanità. Una protesta portata avanti fino allo stremo, interrotta solo quando le condizioni fisiche sono diventate ormai critiche. Le ore più difficili tra la notte e l’alba, quando è stato necessario l’intervento dei medici. Un quadro clinico preoccupante, che lasciava ormai poco margine. Determinante anche la pressione del direttivo della Lilt Lecce, pronto a un gesto clamoroso. Uno sciopero duro interrotto non solo per motivi di salute, ma anche per responsabilità nei confronti della struttura che rappresenta. Resta però il nodo politico e istituzionale che aveva portato alla protesta. L’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia ha fissato per martedì prossimo. Una reazione che però Serravezza giudica tardiva. Lo sciopero della fame e della sete dell’oncologo Giuseppe Serravezza era stato avviato per sbloccare la situazione del Centro Ilma di Gallipoli, una struttura oncologica già realizzata grazie a donazioni private ma ferma da anni per il mancato rinnovo del protocollo con la Regione e per l’assenza di accreditamento.
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