LECCE – A Bologna la Pasqua di resurrezione si è festeggiata anche ieri: il Bologna è tornato alla vittoria dopo 48 giorni. Freuler è tornato al gol dopo quasi un anno. Orsolini è tornato al gol, pure lui: era da gennaio che non esultava per una rete personale. Il Lecce è tornato a casa senza punti. Per i giallorossi il calvario continua. Sono quattro le partite senza punti. E i segnali sulla vitalità di questa squadra sono sempre più scarsi. Situazione molto preoccupante.
La squadra giallorossa è ferma. Da quattro giornate la classifica di Serie A non riceve aggiornamenti dal Lecce.
È vero, il calendario ha imposto alla formazione leccese squadre di alta classifica: Napoli e Roma prima della sosta; Atalanta e Bologna dopo la pausa.
Zero gol, zero punti e zero un po’ tutto.
È un Lecce irriconoscibile. Una squadra che dà l’impressione di essere confusa, stanca. Che si scioglie ai primi errori. E se va sotto non riemerge.
Quello di Bologna era un Lecce che poteva scappare, andare avanti, approfittare di un avversario con due allenamenti nelle gambe dopo le fatiche europee. Che ha avuto solo due giorni per prepararsi sul Lecce. Esame superato, Lecce battuto. E in che modo pure.
Pratica favorita da due “grosse ingenuità “ come le ha definite Di Francesco.
Ai limiti tecnici ora si aggiungono le ingenuità.
Il primo gol è nato da un pallone che Lucumi ha spinto di testa nella metà campo leccese. È rimbalzato, innocuo, tra Tiago Gabriel e Ndaba. Come il pallone che cade nel giardino del vicino. I due difensori sono stati attirati dal rientro di Castro e incastrati poi dall’astuzia di Orsolini. Difesa presa di sorpresa e Freuler a buttarla dentro riprendendo il pallone respinto dalla traversa. Non segnava da quasi un anno.
La seconda grossa ingenuità la commette Ramadani. Nel tentativo di rimettere velocemente in gioco il pallone colpisce in pieno Miranda. Poi Bernardeschi innesca Orsolini che ritrova il gol, anche lui. Non segnava da gennaio.
Ma non si salva neppure Stulic. Il serbo ha il pallone per il vantaggio giallorosso. Lo spreca clamorosamente. E Pessina, portiere di 18 anni, fa un figurone.
Il Lecce guarisce tutti tranne se stesso. Il gol è un male cronico di questa squadra. A Stulic non va bene nulla. Poteva portare il Lecce avanti, lo porta indietro, nella sua disperata rincorsa salvezza.
A Bologna zero tiri nello specchio. È una squadra che dopo il gol del vantaggio bolognese si è sfilacciata, ha perso quelle distanze che a inizio partita facevano ben sperare.
È un Lecce indifendibile.
Male Ndaba. Non fa che aumentare le recenti incertezze difensive. E dal centrocampo in avanti si combina poco: si assiste al solito Banda non segna e non fa segnare. Inconcludente. Pierotti non arriva mai in area avversaria. E nei duelli risulta spesso perdente. Gandelman dopo un avvio promettente condito pure da due gol è in netto calo e convive con un problema al ginocchio. E se sbaglia pure Ramadani il quadro sullo stato di salute della squadra è preoccupante. Ora tutti a casa . L’appuntamento è per mercoledì. Si ripartirà con i soliti buoni propositi. Sperando che sia la volta buona. Ogni volta.
