Tre spari nel buio, a due passi da un locale affollato, e un assassino che svanisce nel nulla. Le indagini sull’omicidio di Stefano Tomeo, il cinquantenne ucciso in serata a Copertino, puntano a ricostruire quegli istanti fatali in via Nino Bixio. Proprio lì vicino, all’interno di un circolo privato, c’erano circa trenta persone intente a trascorrere la serata. In molti ai carabinieri hanno riferito di aver udito chiaramente la sequenza dei colpi, ma nessuno, al momento, è riuscito a fornire elementi utili per risalire all’identità di chi ha premuto il grilletto.
Le indagini e i rilievi effettuati sul posto dai carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal tenente colonnello Cristiano Marella, e dai colleghi della Compagnia di Gallipoli hanno ricostruito la dinamica esatta dell’agguato. Sono le 20:30 quando Tomeo arriva sul posto a bordo di una Mercedes ML, guidata da un conoscente di 57 anni. La vittima fa appena in tempo ad aprire la portiera lato passeggero e mettere piede sull’asfalto. È in quell’istante che l’assasino entra in azione. Spara tre volte, da distanza ravvicinata. Due proiettili si infrangono contro il parabrezza dell’auto, il terzo è quello letale che centra il cinquantenne al collo. Subito dopo, l’assassino si dilegua nelle strade limitrofe.
L’amico che era al volante della Mercedes, stando a quando ha dichiarato agli investigatori ha caricato Tomeo e lo ha trasportato d’urgenza all’ospedale “San Giuseppe da Copertino”, dove però l’uomo è spirato poco dopo il suo arrivo. Ai carabinieri, il conducente ha spiegato di non aver visto l’assassino, complice il panico di quei secondi concitati.
Sull’asfalto i carabinieri hanno trovato tracce di sangue ma non bossoli per risalire al calibro dell’arma utilizzata. Le immagini di sorveglianza del club offrono solo un quadro parziale. Si vede la Mercedes arrivare e Tomeo accasciarsi, ma l’inquadratura non mostra il volto o la mano di chi ha sparato.
Intanto il pm titolare delle indagini Francesco Ciardo ha disposto l’esame autoptico. L’incarico sarà affidato nelle prossime ore al medico legale Roberto Vaglio, sul posto insieme al pm. Intanto, i carabinieri stanno setacciando ogni singola telecamera della zona per ricostruire il percorso di fuga e dare un nome all’assassino. Parallamente hanno ascoltato amici e conoscenti per risalire ai possibili contatti della vittima nelle ore precedenti all’omicidio. Al momento, non si esclude nessuna pista.
