Sale a due il numero delle presunte vittime di molestie di una 52enne e un 70enne (entrambi del sud Salento) arrestati lo scorso 24 marzo con l’accusa di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico in concorso, con l’aggravante per la donna di aver commesso i fatti ai danni della propria figlia di soli nove anni.
Leggendo la notizia di quell’arresto, una sedicenne nei giorni scorsi ha trovato la forza di confidare ad una compagna di classe quanto avrebbe subito anche lei.
Il racconto è stato intercettato da un professore che ha convocato i genitori della ragazza. In quell’occasione, la giovane ha rivelato che l’orrore sarebbe iniziato molto prima rispetto agli abusi della piccola di nove anni, risalenti al 2024-25.
La seconda vittima ha infatti raccontato che tra il 2021 e il 2022, quando aveva solo undici anni, la cinquantaduenne l’avrebbe condotta insieme all’altra vittima, all’epoca di soli cinque anni, in zone di campagna isolate. Qui l’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Castelluzzo, avrebbe recitato delle preghiere prima di palpeggiare la ragazza, oggi sedicenne. Inoltre, in casa, la cinquantaduenne avrebbe costretto le due minori a spogliarsi completamente per scattare foto da inviare al complice, “così gli mostriamo come state crescendo” avrebbe detto loro.
Con questa seconda denuncia sporta, ora sui due indagati gravano altre due ipotesi di reato: atti sessuali con minorenne e pornografia minorile in concorso e in continuazione.
La pm Rosaria Petrolo ha chiesto alla gip Anna Paola Capano di procedere con l’incidente probatorio per accertare la capacità di rendere testimonianza e validare le dichiarazioni già rese dalle due giovanissime vittime, i cui genitori sono assistiti dagli avvocati Davide Micaletto, Luca Puce e Giuseppe Stefanelli. Anche il legale della cinquantaduenne, l’avvocato Roberto Bray, sta valutando la richiesta di una perizia psichiatrica sulla sua assistita per verificare la sussistenza di un eventuale plagio.
di Francesco Schiavano
