LECCE – Che sia precisissimo o frutto di qualche esperimento che lascia a desiderare…poco importa! In questi giorni di festa i palati si inchinano davanti a sua maestà l’agnello di pasta di mandorle: immancabile e molto apprezzato. Prepararlo non è difficilissimo, la vera impresa è curarne l’estetica, anche su questo però un aiutino c’è: si può ricorrere agli stampi in gesso che lasciano davvero poco spazio alle imprecisioni.
Gli ingredienti sono pochi e semplici: mandorle tritate, zucchero a velo, liquore a piacimento (si ricorre spesso a strega o limoncello): poi si mescola tutto insieme. Una volta pronta la base per l’agnello, inizia la parte creativa: bisogna modellarne il corpo, creando uno spazio al centro che accolga il ripieno scelto.
Anche qui spazio alla fantasia: si può riempire con confettura, cioccolato, pan di spagna o savoiardi con una bagna al liquore oppure ricorrere alla faldacchiera, che altro non è che una farcia fatta di spuma di tuorlo d’uovo mescolata a marmellata, canditi e coriandoli di cioccolata. Una volta sistemato il cuore golosissimo dell’agnello, si richiude con la stessa pasta di mandorle.
Con lo stesso impasto, infine, bisogna dedicarsi ai dettagli mancanti: le zampe e il volto, laddove non si acquisti già bello e pronto. In questo caso, occhio comunque alle proporzioni.
Ammorbidendo la pasta di mandorle con il liquore, sac a porsche alla mano, si procede infine a creare il manto dell’agnello con piccoli riccioli che lo rendono ancora più realistico. Con l’aggiunta di un cucchiaino di cacao si può giocare con l’alternanza di due colori. Cioccolatini, fiocchi e bandierine incorniciano questi piccoli capolavori simboli di purezza, in grado di coniugare il valore della rinascita celebrato a Pasqua con il piacere della buona tavola.
