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Caro affitti, in un anno in Puglia prezzi aumentati del 7%: il report

PUGLIA – Se i prezzi delle abitazioni in vendita in Puglia nell’ultimo anno sono aumentati dello 0,8%, quelli delle case in affitto sono lievitati del 7%.

Tradotto: non solo trovare un tetto sotto il quale vivere sta diventando sempre più difficile. L’impresa si sta anche dimostrando sempre meno economicamente sostenibile.

I dati sui canoni di locazione e i prezzi di acquisto al metro quadro aggiornati parlano chiaro: l’ultimo report stilato dal portale “idealista” scatta una fotografia allarmante, che fa il paio con le tante testimonianze di chi – da un anno a questa parte – ha dichiarato di non riuscire a trovare un’abitazione da affittare, a Bari così come a Lecce. È l’effetto dell’exploit della conversione di immobili in case vacanze e b&b: in una regione a trazione turistica gli affitti brevi fruttano maggiormente e sono più gestibili. Ecco perchè molti proprietari di appartamenti hanno optato per questa scelta. L’effetto è presto detto: la domanda supera l’offerta e i prezzi delle “briciole” schizzano alle stelle.

Nell’ultimo anno è la Capitanata ad aver registrato l’aumento più alto dei canoni di affitto, lievitati dell’8,6%. Segue il Barese con un +7,3%. Subito dopo la Bat (+6,6%), la provincia di Brindisi (con un + 4,9%), la provincia di Lecce (con affitti aumentati del 4,6 %) e infine il Tarantino (+3,8%).

In termini assoluti, con una media di 11,5 €/m2, è la provincia di Bari la regina del caro affitti, seguita dalla Bat e il Brindisino (che superano i 9 euro al metro quadro). Poi viene il Leccese e il Foggiano (che i nove euro li sfiorano) e chiude la lista una più economica Taranto (che non raggiunge gli 8 euro al metro quadro).

Insomma, tra caro-mutui, affitti introvabili, edilizia popolare a rilento e proprietari che preferiscono tenere le case vuote piuttosto che affidarsi a locazioni considerate «ad alto rischio», il risultato si traduce in numeri preoccupanti: secondo le ultime stime sono oltre 120mila le famiglie pugliesi che vivono una condizione di difficoltà abitativa. Tradotto: il 7,5% del totale. Non numeri, ma persone che sognano soltanto una casa da potersi permettere.

 

 

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