L’ultima ondata di maltempo che ha colpito il Salento ha fatto registrare diverse criticità legate alla gestione e alla manutenzione dei canali di bonifica, con conseguenze pesanti per cittadini e agricoltori.
A farne le spese sono stati soprattutto i territori attraversati dal torrente Asso, esondato in più punti lungo la direttrice Aradeo-Noha-Galatina. Strade invase dall’acqua, abitazioni allagate e campagne sommerse hanno reso necessaria la chiusura di diversi tratti viari e l’intervento continuo di vigili del fuoco e protezione civile. Questo ha evidenziato come i canali di scolo non fossero in grado di garantire un deflusso regolare. In diversi tratti, la presenza di vegetazione incolta, detriti e ostruzioni ha rallentato il flusso dell’acqua, favorendo esondazioni e allagamenti diffusi.
Segno che i lavori non siano stati eseguiti in maniera adeguata e soprattutto sufficienti a prevenire quanto accaduto.
Negli ultimi anni, la scarsità di piogge aveva fatto passare in secondo piano lo stato reale delle canalizzazioni. Ma l’evento meteorologico recente è stato un banco di prova, evidenziando fragilità strutturali denunciate da tempo da più fronti. I disagi non hanno riguardato solo il comparto agricolo, ma l’intera collettività: viabilità paralizzata, disservizi e danni diffusi hanno colpito indistintamente cittadini e imprese.
Intanto cresce il malcontento degli agricoltori, chiamati a sostenere i costi della manutenzione attraverso il famigerato tributo 630 che è ormai arrivato a cifre insostenibili. Un onere che, secondo molte testimonianze, risulta ormai insostenibile, soprattutto a fronte di un servizio percepito come inefficiente. Gli importi richiesti superano le 200 euro ad ettaro per anno e, spesso tale cifra è superiore al reddito netto unitario agricolo. In un epoca in cui il termine più usato è sostenibilità, agli agricoltori si richiede un tributo non sostenibile. Proprio nel programma elettorale del partito democratico era previsto l’impegno all’immediata sospensione del tributo 630 ma ad oggi continuano le richieste di pagamento ed i fermi amministrativi ai veicoli degli agricoltori con conseguenti costosi ricorsi alla commissione tributaria.
