PRESICCE – ACQUARICA – Per la tentata estorsione di denaro e gli atti persecutori ai danni di Enrica Ciardo, titolare del bar Pré di Presicce-Acquarica, Lucio e Federica Mancino (padre e figlia del posto) sono stati condannati. Non furono loro, però, i mandanti degli attentati dinamitardi che più volte hanno colpito l’attività della vittima. Ad assolvere entrambi gli imputati da questa accusa è stato il gup Marcello Rizzo.
Lucio Mancino, 60enne di Presicce-Acquarica, fu identificato quale mandante degli attentati incendiari nel corso delle indagini avviate subito dopo quegli episodi e alle denunce sporte dai gestori, al fianco dei quali istituzioni, Forze dell’Ordine e anche il prete antimafia Don Antonio Coluccia si sono subito schierati. La donna denunciò subito di essere stata vittima di minacce ed estorsioni. Mancino e la figlia, principali indiziati, sono finiti così a processo.
L’assoluzione è arrivata nelle scorse ore: chiunque abbia ordinato di appiccare il fuoco al bar Pré, al momento, resta senza volto. Così come gli esecutori materiali.
Lucio Mancino è stato invece condannato a 6 anni e 2 mesi di reclusione per gli altri reati contestati: spaccio di sostanze stupefacenti, tentata estorsione e stalking. Difeso dafgli avvocati Rita Ciccarese e Giuseppe Presicce, farà appello non appena verranno depositate le motivazioni della sentenza.
Per tentata estorsione e stalking è stata condannata anche la figlia, Federica Mancino, di 36 anni, difesa anche lei dall’avvocato Rita Ciccarese. Per lei la condanna stabilita è di due anni, pena sospesa.
Padre e figlia erano stati arrestati a fine gennaio dello scorso anno, dopo i due attentanti che nel maggio 2024 colpirono il bar Pré, fortunatamente senza gravi conseguenze. Nel corso delle indagini sono emersi poi gli altri reati, gli unici, per i quali padre e figlia sono stati adesso condannati.
