Un sistema sanitario che si blocca proprio nel punto più delicato: l’accesso alle prestazioni. Allo sportello “Dillo a Telerama” tante le segnalazioni sui sistemi informatici fuori uso e un centralino che non dà risposte.
“È da stamattina che non funzionano i sistemi del CUP di Casarano e anche in ospedale è la stessa cosa”, racconta un utente. Una situazione confermata anche da altri cittadini: sportelli chiusi, tendine abbassate e impossibilità totale di prenotare visite. “Mi sono recato stamattina per prenotare, ma non funzionava nulla”, si legge ancora nella segnalazione.
Il blocco, secondo quanto riferito, non riguarderebbe un singolo presidio ma l’intero sistema. Un sistema che, come denunciato anche dal codacons, “fatica a garantire anche l’accesso più elementare alle prestazioni”. Nel mirino, in particolare, il CUP dell’ospedale Vito Fazzi, descritto come “un vero e proprio girone dell’inferno”.
Lunedì mattina una telespettatrice, inoltre, si è recata presso l’ufficio ALPI dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per prenotare una visita cardiologica a domicilio. Dopo un’attesa allo sportello, è stato comunicato che i terminali non erano funzionanti e quindi non era possibile procedere con la prenotazione. Alla cittadina è stato consegnato un biglietto con alcuni numeri utili da contattare per la prenotazione. Dalle 15 alle 19.30 ha provato a telefonare più volte, ma senza riuscire a ottenere risposta: il numero risultava costantemente occupato. La situazione si sarebbe ripetuta anche la mattina seguente, quando le linee squillavano ma senza che nessuno rispondesse.
Ecco che i malfunzionamenti delle piattaforme digitali rendono spesso impossibile prenotare online o tramite farmacia, costringendo i cittadini a rivolgersi agli sportelli fisici. Ma qui la situazione non migliora: file interminabili, carenza di personale e tempi di attesa fuori controllo.
