La parola d’ordine è giocare d’anticipo. Perché per salvare la provincia di Lecce dai roghi non basta più solo spegnere le fiamme, bisogna evitare che queste si trasformino in grandi incendi . È la strategia emersa dal vertice convocato in Prefettura a Lecce. Un tavolo tecnico che ha visto la partecipazione di tutti i protagonisti della stagione antincendio boschivo: regione, protezione civile e vigili del fuoco. L’obiettivo è programmare la stagione 2026.
Sul tavolo ci sono importanti interventi. Grazie a un accordo con Acquedotto Pugliese, sono stati individuati dieci nodi idrici strategici. Da Lecce a Gallipoli, i comuni hanno tempo fino ad aprile per installare nuovi idranti che permettano ai mezzi di soccorso di fare il pieno subito, sul posto, senza sprecare troppo tempo. Inoltre, modelli meteo avanzati saranno utilizzati per prevedere il rischio e il possibile uso di aerei ultraleggeri privati per pattugliare dall’alto le zone più isolate.
“Bisogna fare presto” – ha ribadito il prefetto Natalino Manno – perché i dati del 2025 raccontano di un’estate drammatica. Lecce è stata la provincia più colpita d’Italia per numero di interventi. Oltre 4.500 le chiamate ai vigili del fuoco del comando provinciale dal 1 maggio al 30 settembre 2025. In soli quattro mesi sono andati in fumo quasi 6.600 ettari di vegetazione, con un aumento del 52% della superficie bruciata rispetto all’anno precedente. Numeri che il Prefetto Natalino Manno ha definito senza giri di parole una vera “emergenza sociale”.
Eppure, la macchina burocratica in alcuni comuni rallenta la prevenzione. Ad oggi tutti i comuni hanno provveduto all’aggiornamento delle aree percorse dal fuoco per l’anno 2023, mentre per l’anno 2024 risultano ancora inadempienti otto comuni della provincia. Solo 30, invece, sono le ordinanze adottate per la pulizia e la realizzazione delle fasce di rispetto nelle aree private incolte. Gli altri comuni sono stati puntualmente sollecitati.
La linea del Prefetto è chiara: tolleranza zero, sanzioni pesanti e pattugliamenti serrati. Il primo test per la macchina dei soccorsi sarà il 18 aprile a Otranto, con una maxi esercitazione di evacuazione via mare. “Proteggere il Salento – ha spiegato il Prefetto Natalino Manno – non è solo una missione tecnica, ma un dovere morale verso la bellezza della nostra terra. I cittadini devono essere cittadini responsabili, segnalando qualsiasi situazione sospetta o comportamento anomalo posto in essere da persone senza scrupoli che con le loro azioni criminose deturpano il territorio”.
