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Aggressioni in ospedale: in Puglia vittime aumentate del 57%. IL REPORT

PUGLIA – C’è chi è stato minacciato di morte, chi ha incassato calci, sputi e pugni e chi ha dovuto barricarsi in una stanza per sfuggire all’ira funesta dei parenti di un paziente.

Sono 317 le vittime delle aggressioni che nel 2025 si sono consumate in Puglia principalmente negli ospedali, ma anche in ambulatori, REMS, strutture per la cura delle dipendenze, guardie mediche e strutture di continuità assistenziale. Un fenomeno che in questa regione non arretra, in linea con il dato nazionale che, sempre nello scorso anno, conta 18mila episodi violenti con 23.367 vittime, tra personale medico e paramedico.

Un leggero calo del fenomeno in tutta Italia c’è. Ad aumentare sono invece le segnalazioni, indice di tolleranza zero ad un atteggiamento da condannare duramente.

In Puglia le vittime, nell’ultimo anno, risultano aumentate del 57% (ricordando che ogni singolo episodio può coinvolgere più operatori) e il moltiplicarsi delle segnalazioni (69 in più quest’anno) è sintomatico di quanto siano stanche di pagare un prezzo troppo alto e ingiusto per la professione scelta.

Il quadro emerge dalla “Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie” pubblicata sul sito del Ministero della Salute. Le figure maggiormente bersagliate sono rappresentate dal personale infermieristico (150 vittime), seguono i medici (115) e poi a cascata Oss, tecnici di laboratorio e addetti al front office. La gran parte degli episodi si è verificata nei giorni feriali, al mattino. I reparti più colpiti sono nell’ordine: quello addetto al servizio psichiatrico, le aree di degenza, i pronto soccorso e gli ambulatori. 264 le aggressioni verbali e 98 quelle fisiche. Gli aggressori sono stati in gran parte utenti o pazienti (230 per l’esattezza), mentre i restanti 66 erano parenti, caregiver o conoscenti.

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