Attualità

Uno scempio ambientale alle porte di Lecce

S. CESARIO – Il cartello è lì, un po’ datato. Dovrebbe fungere da spauracchio per i malintenzionati, per coloro i quali gli atti di inciviltà sono all’ordine del giorno. “Divieto di discarica”. Un deterrente che non è sufficiente ad allontanare i soliti sporcaccioni. Siamo a qualche centinaia di metri dal centro sportivo Kick Off, nel tratto tra via Vecchia San Donato e via Pepini, una strada che collega i territori di Cavallino e San Cesario. Una zona che rischia di trasformarsi nel regno del degrado. Le situazioni che lasciano a desiderare sono innumerevoli. Una volta giunti all’incrocio tra via Pepini e via Caorte, davanti ai nostri occhi ci imbattiamo in un palo della segnaletica verticale divelto e gettato tra le sterpaglie. Poco più aventi cumuli di rifiuti che il verde prova a celare, alcuni dei quali a ridosso e sotto un ponte. Di ritorno sulla strada principale scorgiamo un mobiletto posizionato in bella mostra su via Pino Povero.

Ma lo scenario peggiora una volta imboccata una stradina di campagna. Qui ritroviamo un po’ di tutto finestre con vetro annesso, lunghi tubi di plastica, contenitori di vernice e materiale di risulta probabilmente lasciato da qualche operaio poco accorto, per usare un eufemismo. E ancora: contenitore di detersi, tre bustoni di plastica pieni di sterpaglie e alcuni vestiti.

Alla fine di questa strada, a pochi metri dai binari ferroviari, dopo aver osservato altri preoccupanti cumuli di rifiuti, ritroviamo quel che resta di una camera da letto e di un soggiorno, tra materassi, sedie e due poltroncine. Un scempio vero e proprio.

Lungo via Caorte scorgiamo altre fotografie inquietanti che certificano il lancio del sacchetto di spazzatura, nuova disciplina olimpionica, e pericolose lunghe file di erbe e sterpaglie che si aggrappano ai muri delle numerose ville che caratterizzano questa via. Un pericolo per i residenti in caso di eventuali incendi. Eppure questa zona che rientra nella Valle della Cupa è stata definita “percorso turistico”. Ma dare appuntamento qui ai turisti rischia di trasformarsi in un boomerang.

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